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TRIBUNALE

«Eden 2»: restano in carcere i 15 indagati, in libertà il castelvetranese Messina

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CASTELVETRANO. L'imputato castelvetranese, Fabrizio Messina Denaro arrestato nell’operazione antimafia «Eden 2», è stato rimesso in libertà ieri dal Tribunale della Libertà di Palermo. Fabrizio Messina Denaro aveva presentato tramite i suoi legali, Celestino ed Ignazio Cardinale e Vincenzo Salvo, istanza di scarcerazione avverso il provvedimento cautelare emesso dalla Procura di Palermo.

I giudici del Tribunale della Libertà hanno accolto la richiesta dei legali di Messina Denaro, disponendo la messa in libertà dell’imputato che rimane comunque coinvolto, nel percorso giudiziario dell’operazione «Eden 2». Fabrizio Messina Denaro, non è parente del boss Matteo, il superlatitante di Castelvetrano. Gli inquirenti lo accusano del reato di «estorsione tentata, aggravata da metodo mafioso per avere cercato di recuperare — secondo i magistrati — la refurtiva di pertinenza della famiglia del ristoratore di Selinunte, Giuseppe Fontana. Secondo quanto specificato dal difensore Celestino Cardinale «la scarcerazione disposta su Fabrizio Messina Denaro dimostrerebbe la fondatezza della tesi difensiva che tende a dimostrare la completa estraneità del proprio assistito ai fatti attribuiti».

Il Tribunale della Libertà, invece, ha confermato la custodia cautelare per gli altri imputati di Castelvetrano convolti nell’operazione «Eden 2» che portò all'arresto di 16 persone tra Castelvetrano e Palermo e che coinvolse il consigliere comunale Calogero Giambalvo e il nipote di Matteo Messina Denaro, Girolamo Bellomo.

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