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Trovano il Satiro «chiuso» a Mazara e scrivono: «Ci fate vergognare di essere italiani»

È questa una delle frasi che si possono leggere sul foglio di carta appeso sul portone del Museo del Satiro di Mazara del Vallo che ieri era chiuso, ma per «disinfestazione». Proteste dei turisti anche nell’area dei templi di Selinunte

MAZARA DEL VALLO. «Ci fate vergognare di essere italiani». È questa una delle frasi che si possono leggere sul foglio di carta appeso sul portone del Museo del Satiro di Mazara del Vallo. Ieri era chiuso, ma per «disinfestazione», come si legge sullo stesso foglio. Proteste dei turisti anche nell’area dei templi di Selinunte.

Mazara. A qualche decina di metri dal museo, sul piazzale Giovan Battista Quinici, un paio di pullman di turisti stranieri e quattro camper con una ventina di persone a bordo hanno dovuto fare marcia indietro dopo avere letto il foglio di carta appeso sul portone con la dizione «Chiuso per disinfestazione». La chiusura era annunciata, ma per il problema del personale. Invece, è stata decisa la disinfestazione. Il sindaco Nicola Cristaldi non demorde. Vuole che il Museo del Satiro venga gestito dal Comune e non più dalla Regione. La soprintendente ai Beni culturali di Trapani, architetto Paola Misuraca, ribadisce che «il problema è politico» e quindi è la politica che dovrà decidere. La politica - e quindi la Regione - però non ha mai preso posizione, nonostante la richiesta e le contestazioni del sindaco risagano a diversi giorni fa. Cristaldi chiarisce: «I 25 dipendenti (ma sono diciotto, come dice la soprintendente e come confermato dagli uffici regionali, ndr) che sono presenti nel museo possono essere trasferiti ad altre funzioni ed in altri territori - incalza il sindaco di Mazara - stante che il Comune di Mazara del Vallo è disposto ad assumere ogni onere finanziario per la gestione del Museo del Satiro con addetti comunali che saranno in grado di assicurarne l’apertura per ogni giorno dell’anno. Io non chiedo il licenziamento di nessuno, chiedo che vi sia una più corretta e razionale utilizzazione del personale esistente».

Selinunte. Ieri pomeriggio c’erano alcuni turisti fermi davanti ai cancelli del parco di Selinunte. Non sapevano della chiusura. Uno di loro, Jhonny Mayer di Hannover (Germania), parla un po’ l’italiano e con un sarcastico sorriso afferma: «Con questo bellissimo sole alle tre del pomeriggio non possiamo visitare i templi. È come chiudere le piste di sci con la neve fresca in montagna». Torneranno stamani per visitare il parco. Protesta anche l’albergatore che ospita un gruppo di turisti tra i quali Mayer. È Lorenzo Russo, titolare dell’Hotel Heracle e componente del Consorzio Trapani Turismo. «È assurdo - dichiara - con questo clima e con tanti turisti in giro chiudere alle 13 il parco. Le lamentele fioccano anche perché già mezz’ora prima della chiusura fanno uscire i visitatori. La Regione deve intervenire. Facciamo anche pagare la tassa di soggiorno ai turisti». Il direttore del Parco, Giovanni Leto Barone ribadisce: «Abbiamo evitato la chiusura totale nei festivi in virtù della volontaria disponibilità di dieci collaboratori, altrimenti si chiudeva anche di mattina». Sono settanta i dipendenti a disposizione del direttore Leto Barone, ma i soliti problemi legati al contratto ne impediscono l’impiego nei giorni festivi per tutto l’anno. S.G. e Fi.Si.

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