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Primo caso di variante sudafricana in Sicilia, allerta a Mazara: positiva anche la moglie del marittimo

Il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, lancia l'allarme dopo che il primo caso di variante sudafricana del coronavirus è stata riscontrata in Sicilia proprio a Mazara. Intanto, anche la moglie del marittimo contagiato con la variante è risultata positiva al coronavirus, anche se non è ancora certo che si tratti della stessa variante.

"Una mutazione pericolosa del virus - dice Quinci - la cui presenza, nei nostri territori, deve metterci in allarme, in quanto può mettere a repentaglio tutti i sacrifici fatti in questi mesi".

"Siamo contenti di essere passati in zona gialla e di riassaporare un po’ di libertà - continua il sindaco - Essere in zona gialla però non significa poter fare quello che vogliamo. I nostri comportamenti devono essere responsabili e corretti e occorre evitare passi indietro nella lotta al Virus. Dobbiamo provare a convivere con il virus e l'unico modo per farlo è rispettando le regole. Usiamo la mascherina ovunque siamo e ovunque andiamo, manteniamo le distanze, evitiamo baci ed abbracci e usiamo il gel per le mani".

"Faccio appello al senso di responsabilità di ciascuno di voi- conclude Quinci - agli adulti, ai tanti giovani che in questi giorni stanno ritrovando il più che legittimo gusto delle relazioni e dello stare assieme. Tutti noi possiamo ammalarci ed essere potenziale veicolo di contagio. Ognuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere individualmente e in gruppo. So bene che abbiamo tutti bisogno di tornare a vivere, a lavorare, ad avere relazioni sociali vere, ma se non faremo tesoro dell’esperienza fatta e prenderemo questa fascia gialla come un "liberi tutti", questo traguardo sarà più difficile da raggiungere".

Il primo caso di variante sudafricana registrato in Sicilia, come rivelato questa mattina dal Giornale di Sicilia, è un marittimo 32enne rientrato dopo due mesi di lavoro in Africa, a bordo di una nave. Il marittimo era rientrato in Italia partendo il 10 febbraio da Malabo, la capitale della Guinea Equatoriale, con un volo che ha fatto scalo ad Addis Abeba per poi atterrare a Roma il giorno dopo e infine a Palermo. Il tampone rapido, appena giunto all’aeroporto, era risultando negativo. Il 15 febbraio febbre e tosse. Anche la moglie è risultata positiva. Numerosi i casi, invece, nell’Isola, di variante inglese, come a Enna, dove, a causa dell’aumento di casi tra la popolazione scolastica, son state sospese le lezioni in presenza fino al 13 marzo.

Il sequenziamento è stato accertato dal dottor Fabio Tramuto del laboratorio di riferimento regionale del Policlinico di Palermo, diretto dal professor Francesco Vitale. L'indagine è partita grazie all'attività dell'Asp di Trapani e del dottor Stefano Giaramida, responsabile del presidio di Igiene pubblica di Salemi.

"Il sistema di tracciamento ha funzionato alla perfezione - ha spiegato il professor Vitale - I colleghi dell'Asp di Trapani sono stati molto bravi a capire che poteva esserci la variante sudafricana e sono intervenuti con celerità per bloccarne la diffusione. Anche la moglie è positiva ma è troppo presto per affermare se sia stata contagiata con la mutazione, in quanto non abbiamo ancora effettuato il sequenziamento".

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