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OPERAZIONE SCRIGNO

Mafia a Trapani, arrestati l'ex deputato del Pd Ruggirello e un ex assessore comunale. In 25 in carcere

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L'ex deputato regionale Paolo Ruggirello, arrestato questa mattina

Blitz all'alba contro la mafia trapanese: 25 arrestati tra i quali Paolo Ruggirello ex deputato regionale Pd, accusato di associazione mafiosa e di aver elargito favori in cambio di voti, e l'ex assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera, indagata per voto di scambio politico-mafioso.

Ma nell'operazione antimafia della dda di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi, i carabinieri di Trapani hanno arrestato complessivamente 25 appartenenti a cosa nostra trapanese per associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento e altro. Non solo: è stata anche individuata, per la prima volta una cellula della mafia sull'isola di Favignana.

Nel blitz sono stati arrestati i vertici del mandamento di Trapani, Francesco e Pietro Virga, figli del boss ergastolano Vincenzo, della famiglia mafiosa di Paceco ed esponenti della famiglia mafiosa di Marsala.

I Virga,  dopo essere stati scarcerati, avrebbero riorganizzato la cosca. Nei loro affari avrebbero puntato soprattutto sull’edilizia, sullo smaltimento dei rifiuti e sugli investimenti nel settore del turismo. Il clan inoltre avrebbe nominato un referente sull’isola di Favignana per gestire una struttura alberghiera e altri interessi economici.

Blitz contro la mafia di Trapani: nomi e foto dei 25 arrestati

Ai vertici del clan anche Francesco Orlando, ex consigliere comunale del Psi, "uomo d'onore riservato" ed ex segretario particolare del deputato regionale Bartolo Pellegrino. Entrambi i Virga sono già stati condannati per mafia. "L'obiettivo della organizzazione mafiosa, in base agli esiti delle investigazioni, rimane quello di acquisire il controllo di attività economiche, soprattutto nel campo dell'edilizia e della gestione dei rifiuti, e di raccogliere consensi elettorali in occasione delle varie consultazioni", sostengono i magistrati della Dda che hanno coordinato le indagini.

E poi ci sono i legami con la politica, che secondo gli inquirenti avrebbe coinvolto Ruggirello e Inferrera,  L'esponente del Pd siciliano, trapanese di 52 anni, ex deputato regionale e candidato (non eletto) alle ultime elezioni per il Senato, 4 anni fa rastrellò voti nelle file dei renziani dopo una militanza nel movimento per le autonomie e nel centrodestra. Per lui le accuse sono di associazione mafiosa.

Secondo quanto scrive il gip, Ruggirello, strumentalizzando il proprio ruolo istituzionale, avrebbe "contribuito al raggiungimento di uno degli scopi dell'associazione mafiosa: il controllo del voto democratico e l'influenza sulla gestione della cosa pubblica".

Per gli inquirenti Ruggirello, che avrebbe incontrato più volte mafiosi, avrebbe avuto il sostegno dei boss di Trapani, nelle più recenti competizioni elettorali, ossia quelle per il rinnovo della Assemblea regionale siciliana del 2017 e quella per la Camera e il Senato del 2018.

L'ex parlamentare avrebbe tutelato gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, anche facendo avere finanziamenti pubblici, avrebbe fatto assumere all'ospedale di Trapani la figlia di un mafioso di Campobello di Mazara, promesso posti di lavoro, fatto avere appalti a imprese mafiose. Per gli inquirenti provate le sue richieste di aiuto elettorale a mafiosi del calibro di Salvatore Crimi e dei Virga di Trapani a cui avrebbe dato denaro per il sostegno elettorale.

L'ex assessore Inferrera, 55 anni e una laurea in Conservazione dei beni culturali, è stata direttrice del museo della preistoria e nel 2013 è stata nominata assessore alle Strategie di sviluppo, alle politiche sociali e al Turismo del Comune di Trapani.

Secondo gli inquirenti, lei e Ruggirello si "offrivano" ai mafiosi, proponendosi come "punti di riferimento" per i clan e arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione della campagna elettorale.

Nell'ambito dell'operazione è stato eseguito anche un sequestro di beni, società ed esercizi commerciali per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche il Grand Hotel Florio di Favignana.

© Riproduzione riservata

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