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TRIPOLI

L'attacco scampato a Mazara, il portavoce libico: pesca illegale

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Una veduta esterna dell'ambasciata italiana a Tripoli

PALERMO. Pur senza commentare il caso specifico, il portavoce delle Forze navali libiche che rispondono al Consiglio presidenziale insediato a Tripoli ha sostenuto che pescherecci di diversi paesi come Italia, Egitto e Tunisia «approfittano della situazione caotica, del potere debole e della divisione in Libia per saccheggiare le ricchezze del popolo libico».

«Questi battelli entrano nelle acque territoriali libiche» e «pescano in maniera illegale», ha detto all'ANSA il portavoce, generale Ayoub Omar Qassem, rispondendo alla domanda su chi siano le «milizie libiche» che hanno mitragliato il peschereccio siciliano.

«Non sono "milizie", sono forze marittime libiche che proteggono le acque libiche ed esercitano il proprio diritto di controllare la sicurezza della libia ed evitare azioni illegali nelle proprie acque territoriali», ha detto ancora l'ufficiale contattato per telefono.

Qassem ha detto di parlare anche a nome della guardia costiera che controlla la parte ovest della costa libica. La costa est, dove si trovano Bengasi e Derna, è però notoriamente sotto il controllo di forze navali che fanno capo al generale Khalifa Haftar, insediato a Tobruk e avversario del Consiglio presidenziale di Tripoli guidato da Fayez Al Sarraj. In giornata non è stato possibile avere una presa di posizione da parte di Tobruk.

«Desidero esprimere la più sentita solidarietà a nome del governo regionale nei confronti degli armatori e dei marittimi del peschereccio "Principessa Prima" di Mazara del Vallo, oggetto nei giorni scorsi di un grave attacco in acque internazionali da parte di un gruppo di miliziani libici che hanno affiancato l'imbarcazione italiana e aperto il fuoco a 20 miglia dalle coste di Bengasi e Derna». Lo afferma in una nota l'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici.

Solidarietà e preoccupazione anche da parte del sindaco Nicola Cristaldi che parla di un "ennesimo attentato che viene effettuato nel Canale di Sicilia a danno dei pescatori siciliani e mazaresi in particolar modo. Rimangono ancora da definire le dinamiche di quanto accaduto ma è evidente che questo episodio è di una gravità inaudita».

«Solo la buona sorte e la bravura dell'equipaggio hanno evitato il peggio - aggiunge -. Non è più concepibile che i nostri pescatori, che costantemente danno la loro fattiva collaborazione per il salvataggio di naufraghi, siano oggetto di tentativi di sequestro e addirittura gli si spari addosso.

Il nostro Governo nazionale e l'Europa tutta debbono prendere una posizione chiara sull'intera vicenda per garantire l'incolumità di chi, con enormi sacrifici, va per mare per sostenere la propria famiglia».

© Riproduzione riservata

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