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LA CACCIA AL PADRINO

Sequestri di beni a raffica per Messina Denaro

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Una cifra quella maturata dalle confische già in essere che supera i 3 miliardi di euro e si attendono altri procedimenti

CASTELVETRANO. Ancora un giro di vite sui patrimoni riconducibili al super latitante Matteo Messina Denaro. L’ennesimo sequestro avvenuto nei giorni scorsi si aggiunge ad una luna lista di interventi coercitvi effettuati da magistrati e forze dell’ordine. Sono patrimoni già conosciuti agli inquirenti quelli che finiscono nell’imbuto del sequestro dei beni e che tuttavia dimostrano ancora una volta, la fitta rete di interessi avviata secondo i magistrati , dal potere di Matteo Messina Denaro. Quest’ultima operazione, blocca i patrimoni di imprenditori coinvolti nell’operazione Eden dello scorso anno e si aggiunge ad un lungo elenco di sequestri e confische che, negli ultimi anni ha portato lo Stato a togliere alle cosche beni e interessi economici per alcuni miliardi di Euro.

Il volume economico raggiunto dalle attività di sequestro e confisca tra Castelvetrano e Valle del Belice è paragonabile al valore di una finanziaria di un piccolo stato.In questi anni gli inquirenti hanno aggredito notevolmente l’economia viziata dalla mafia o dal malaffare di Castelvetrano e della valle del Belice. I settori ci sono tutti. Dalle imprese agricole all’ edilizia , ipermercati,al tanto vituperato eolico. Una cifra quella maturata dalle confische già in essere che supera i 3 miliardi di Euro e che addirittura, se le sentenze daranno ragione agli inquirenti, potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di Euro.

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