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Carcinoma ovarico e fertilità, a Favignana le innovazioni in campo chirurgico

Quali sono le frontiere della chirurgia ginecologica e come è possibile preservare la fertilità nelle pazienti?
Ne ha parlato, in occasione del convegno tenuto a Favignana "Hot topics 2019 - Infezioni genitali", il dottor Vito Chiantera, professore dell'Università degli Studi di Palermo e direttore dell'Unità operativa complessa di Ginecologia oncologia dell'Ospedale Civico. Esperto di chirurgia onco-ginecologica, Chiantera è noto a livello internazionale per i suoi interventi annuali di live surgery in collegamento diretto con il polo oncologico dell’Arnas Civico di Palermo.

"C'è un mondo che si sta aprendo per le pazienti giovani, affette da tumore del collo dell'utero che non hanno completato il loro ciclo riproduttivo e che hanno bisogno di portare a casa una gravidanza - spiega il professore Chiantera -. Per anni si è pensato che l'unico scopo di una paziente con un cancro fosse guarirla, oggi abbiamo capito che è necessario non solo guarirla, ma anche permetterle di avere qualità della vita e soddisfazione dal punto di vista dell'aspetto familiare".

Per molto tempo il tumore della cervice ha rappresentato la più frequente forma di cancro per le donne, ma negli ultimi anni la situazione è profondamente cambiata. In Italia ogni anno si manifestano circa 2.300 nuovi casi prevalentemente in forma iniziale, mentre una donna su 10.000 riceve una diagnosi di tumore della cervice in forma avanzata.

"Ci sono due aspetti innovativi che sono venuti fuori negli ultimi congressi internazionale che abbiamo portato a Palermo. Il primo è il ruolo che sta avendo il linfonodo sentinella, ovvero la possibilità di colorare questi linfonodi con attrezzature speciali, robotiche, riuscendo ad asportare un singolo linfonodo. Oggi con il linfonodo sentinella riusciamo ad avere le informazioni che ci servono e a capire quali sono le pazienti in cui può essere applicato un trattamento fertility sparing. Il secondo aspetto riguarda le pazienti con un cancro della cervice che hanno linfondo negativo e possono beneficiare della trachelectomia radicale, un trattamento chirurgico che permette di asportare la malattia conservando l'apparato riproduttivo".

L'intervista a Vito Chiantera, professore dell'Università degli Studi di Palermo e direttore dell'Unità operativa complessa di Ginecologia oncologia dell'Ospedale Civico.

© Riproduzione riservata

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