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Cura dei tumori, istituto di Torino punta sulla Sicilia: da giugno screening a Trapani

I tumori della testa e del collo rappresentano la quinta neoplasia più diffusa. In Italia, ogni anno, si registrano circa 10.000 nuovi casi tra gli uomini e 2.000 tra le donne. Il più frequente del distretto interessa la laringe, ed è causato soprattutto dal fumo e dall'uso di alcolici. “In particolare, a causarne l'insorgenza – sottolinea il dottore Stefano Bondi, direttore dell'unità operativa di otorinolaringoiatria dell'Istituto Candiolo –, è l'azione sinergica di queste due sostanze. Un soggetto che assume quattro drink al giorno e fuma più di due pacchetti di sigarette al giorno ha un rischio che aumenta di 35 volte nel sviluppare un tumore in questo distretto”.

Nella maggior parte dei casi (95%), il tumore si sviluppa dalla mucosa che riveste l'interno della laringe, formata da cellule squamose, e se curato in fase iniziale, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è tra il 90 e il 95%. La diagnosi precoce diventa quindi fondamentale. “È importante riconoscere i primi sintomi – spiega Bondi – il paziente può diventare disfonico, inizia a fare fatica a parlare, e questa disfonia dura più di un mese”. Poi partono gli accertamenti tramite fibroscopia.

Nell'Istituto Candiolo è possibile integrare alla fibroscopia anche l'utilizzo di una luce polarizzata che serve ad evidenziare eventuali alterazioni strutturali del pattern sottomucoso vascolare. I trattamenti dipendono invece dallo stadio della malattia: “Se siamo in uno stadio iniziale – spiega il direttore dell'unità operativa di otorinolaringoiatria dell'Istituto Candiolo – possiamo agire con la strumentazione laser. Colleghiamo questi strumenti al microscopio e facciamo degli interventi di estrema precisione andando a rimuovere la parte malata della corda vocale e una piccola parte del muscolo sottostante”. Quando lo stadio del tumore è invece già più avanzato la chirurgia prevede un intervento a cielo aperto, con cervicotomia. “In questo caso si può fare un intervento di laringectomia parziale ricostruttiva – spiega Bondi – cioè una parte della laringe  viene tolto ma attraverso una escamotage chirurgica viene ricostituita l'unità funzionale della stessa in modo tale che il paziente ricominci a parlare, respirare e deglutire”.

Altri trattamenti consistono invece nella preservazione dell'organo, tramite radio-chemioterapia. “Come ultima spiaggia – conclude il dottore – rimane la laringectomia. Un ottimo intervento chirurgico si fa da più di cent'anni perché è un intervento che funziona, il problema è che è un intervento mutilante perché va a rimuovere completamente l'organo laringe. Oggi però abbiamo la possibilità di posizionare delle protesi fonatorie, piccole valvoline in silicone. In questo modo il paziente riacquisisce una voce comprensibile e che permette la restituzione di una discreta qualità di vita”.

Istituto di ricerca clinica d'eccellenza, riconosciuto dal ministero della Salute, l'istituto Candiolo è uno dei pochissimi ospedali italiani interamente dedicato alla cura dei tumori.  Con sede a Torino, da giugno sarà possibile accedere ai servizi anche in Sicilia prenotando una visita presso il poliambulatorio MDV Service di Trapani. È un modo per avvicinare la struttura ai pazienti che si trovano nell'Isola: “L'idea è di esportare multidisciplinarietà – spiega Bondi – dal confronto multidisciplinare emerge sicuramente il miglior trattamento possibile e tutto questo è quello che vogliamo portare anche in Sicilia”.

© Riproduzione riservata

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