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Antonello Venditti alle Cave di Cusa: "Ciao Sicilia, tornerò"

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«Chi di voi ha perdonato un tradimento?», chiede Antonello Venditti come preludio a Dalla pelle al cuore, il brano che parla del pentimento di un uomo dopo un'infedeltà. Pochissime braccia si alzano (figurarsi...), lui sceglie una signora e la fa salire sul palco con il marito («Tu sei il perdonato? Che culo che hai avuto!») e col figlio («Lui è il motivo per il quale ho perdonato», spiega la mamma). Potenza della musica: i cuori si aprono, le lingue si sciolgono e si parla dei problemi privati davanti a centinaia di spettatori, che alle Cave di Cusa hanno acclamato il cantautore come uno di famiglia. Come uno che ha scritto la storia della canzone italiana, sin da quel sodalizio artistico dei primi anni Settanta con Francesco De Gregori, celebrato nel 1978 da Bomba o non bomba, la seconda canzone del concerto di ieri sera nell'area archeologica di Campobello di Mazara, «un luogo ricco di magia che non conoscevo - ha detto - e che tutti dovrebbero conoscere».

Lascia la Sicilia dopo un mini-tour un po' sofferto per via delle restrizioni e dal palco, per risentire l'effetto della musica pre-Covid, invita il pubblico a stare in piedi almeno per gli ultimi due pezzi, In questo mondo di ladri e Ricordati di me, quasi un appello al popolo siciliano, al quale promette che tornerà. Ma come dimenticarsi di quell'uomo che negli anni Settanta ci faceva sentire in classe davanti al professore, «che ti legge sempre la stessa storia nello stesso modo, sullo stesso libro, con le stesse parole», e che oggi ci fa tornare tutti ragazzi? Ma ragazzi di oggi, a pubblicare storie su Instagram e a fare dirette su Facebook, mentre scorrono più di «quarant'anni di onesta professione» non del noioso docente del liceo Giulio Cesare ma di Antonello Venditti in persona.

Che approfitta della natura minimalista del concerto per dialogare molto col pubblico. E che si apre ai ricordi anche dei momenti bui della sua vita, quando a tirarlo fuori dalla depressione, dopo la separazione con la moglie Simona Izzo, ci pensò Lucio Dalla e da quelle tristi vicende nacque Ci vorrebbe un amico. La musica scivola, i ricordi dei numerosissimi cinquantenni presenti si accavallano, i bravissimi musicisti (Alessandro Canini batteria, Danilo Cherni tastiere, Angelo Abate pianoforte e Amedeo Bianchi sax) seguono il ritmo scandito da loro vate come fossero i «quattro amici con la chitarra» di Notte prima degli esami.

Notte di esami invece per il Comune di Campobello di Mazara: in attesa degli altri due grandi concerti (Gianna Nannini il 23 agosto, Gigi D'Alessio il 28) e in vista di altri spettacoli in cartellone, meglio provvedere in modo organizzato ai parcheggi e alla logistica. Quell'antico luogo dove ieri sera ha cantato Venditti e dove duemila anni fa gli operai estraevano la pietra per costruire Selinunte merita davvero di essere conosciuto da tutti. E ancor di più di essere ricordato con gioia.

 

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