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Dionisiache a Segesta, si parte con un omaggio a Paolo Borsellino

Oltre 50 spettacoli, 17 concerti con 4 notti bianche, 5 conferenze e 2 eventi speciali dedicati alla Luna e alle stelle.

Fitto il programma delle Dionisiache 2019, curato dal direttore artistico Nicasio Anzelmo, che va da domani fino al 1° settembre prossimo.

Le Dionisiache 2019 prendono il via domani a Segesta, nel ricordo di Paolo Borsellino, con il concerto organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati, con il patrocinio della Commissione Nazionale Antimafia, dal titolo “In coro per la legalità”.

Coro e sestetto del Conservatorio “Scontrino” di Trapani, direttore Antonio Giovanni Bono, Laura Sabella, violino I, Antonio Stellino, violino II, Vincenzo Bono, viola, Vincenzo Toscano, violoncello, Alessio Cordaro, contrabasso, e Giovanni Norrito, pianoforte. Musiche di Bach, Mozart, Rheinberger, De Marzi e Clausen. In programma anche letture dedicate a Paolo Borsellino con la partecipazione di Jolanda Piazza. Ingresso gratuito. “Abbiamo un ricco programma di spettacoli a Segesta per questa edizione 2019.

L'autonomia gestionale del Parco, da tanto tempo discussa e oggi realizzata dall'amministrazione regionale – spiega il direttore del Parco Rossella Giglio - comincia con importanti attività di valorizzazione al teatro e al tempio. Due spazi concepiti per l'aggregazione e la condivisione di momenti di particolare suggestione: cominciamo commemorando Uomini e Donne dello Stato, proseguiremo con teatro antico, musica, conferenze, osservazione delle stelle e dei pianeti, novità sui "buchi neri", gastronomia, dibattiti e anche un "assaggio" di cinema di qualità. E’ solo l'inizio di tante cose da fare – aggiunge il direttore Giglio - restauri e manutenzioni, scavi e ricerche, viabilità, accoglienza, una serie di attività e servizi per rendere più accogliente Segesta, la "casa" di tutto il territorio circostante e dei turisti che, senza presunzione riteniamo numerosi, verranno a visitarci. Noi lavoreremo con lo stesso immutato impegno per condividere momenti di gioia all’insegna della cultura e dello spettacolo”, conclude Rossella Giglio.

“Le Dionisiache sono nate come un momento di festa, la festa del teatro e della musica, dove i protagonisti sono sempre gli uomini che continuano a raccontarci le loro storie e i loro destini, i loro amori e le loro passioni”, dice il direttore artistico Nicasio Anzelmo.

“Testimoni le pietre, le antiche pietre segestane, e su quelle stesse pietre millenarie – aggiunge - continuano ad incontrarsi le vite di servi e padroni, di eroi e dei immortali che irrompono ancora con forza nella quotidianità della nostra esistenza. Le Dionisiache sono custodi della dimensione aggregativa e collettiva del teatro vissuto ancora come “rito”.

Sabato 20 luglio, alle 19.45, comincia il programma del cartellone con “Iliade. Da Omero a Omero”, con Sebastiano Lo Monaco, testo originale e montaggio di Monica Centanni, gli archi del Quartetto Aretuseo, laptop e musiche originali Dario Arcidiacono. Sebastiano Lo Monaco, uno dei più versatili interpreti della tradizione teatrale italiana accetta la sfida di tradurre in scena il poema epico fondante della cultura occidentale e diventa il cantore che cuce in una nuova rapsodia i brani degli antichi racconti. Il montaggio testuale, operato dalla grecista Monica Centanni, fa proprie le ricerche filologiche sulla composizione del poema e sul suo strutturarsi nel tempo attraverso le tradizioni orali. L’attore è dunque l’aedo che scompone e riannoda i fili della narrazione, utilizzando materiali diversi, dagli episodi omerici ai brani tratti dalle opere teatrali che i grandi poeti tragici rielaborarono dal mito di Troia. La voce del cantore è supportata da un tessuto musicale che a volte si fa personaggio, dialogano con l'interprete il Quartetto Aretuseo e Dario Arcidiacono con le musiche elettroniche eseguite dal vivo. Questa Iliade ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall'inizio alla fine: dagli amori di Elena e Paride, fino all'inganno del cavallo, la conquista e l'incendio della città, la spartizione delle donne dei vinti, le principesse troiane fatte schiave dai vincitori. Storie di eroi - Achille, Ettore, Ulisse - che nell'impresa mettono alla prova il limite e la qualità del loro singolare valore e intanto, insieme, disegnano la variegata costellazione dei valori su cui si fonda, nel bene e nel male, la civiltà occidentale: amicizia, coraggio, lealtà, carattere, astuzia, passione, ragione. Storie di dei - Atena, Poseidone, Ares, Afrodite - che si schierano in battaglia al fianco degli uomini per dar prova non solo del loro potere, ma della loro stessa esistenza.

Domenica 21 luglio alle 19.45 appuntamento con “Penelope. Il grande inganno”, in collaborazione con l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, di Manuel Giliberti, che è anche regista, e Gian Paolo Renello, con Deborah Lentini, Elvio La Pira, Giulia Valentini, Rosario D’Aniello, Mattia Valenti, Alessandro Mannini, Luigi Mancuso, Chiara Meschini, Claudia Bellia, Federica Cinque, Serena Chiavetta, Simona De Sarno. La voce di Omero è di Calara Galante; costumi di Marcella Salvo, musiche di Antonio Di Pofi, movimenti di Serena Cartia, organizzazione e direzione di scena Giovanni Ragusa.

Nel 24esimo canto dell’Odissea i versi dedicati a Penelope la immortalano dunque “moglie di grande virtù” “nobile figlia di Icario”, “saggia Penelope”.Ma cosa accade veramente nella reggia di Itaca , durante quei lunghi venti anni che tennero Odisseo lontano dall’isola? Dieci lunghi anni di guerra durante i quali alla reggia non giungevano notizie di alcun tipo e dopo, altri lunghi anni, dieci anche questa volta, in cui l’eroe vagò per il mare Egeo sfidando mostri, conquistando o amando dee e fanciulle? Penelope il grande inganno vuole raccontare proprio quei venti anni nei quali in realtà nulla sappiamo di cosa avviene realmente ad Itaca. Quale è la relazione tra Penelope e le sue ancelle? E i Proci come vivono veramente l’occupazione del palazzo? Con quali relazioni? Con quali accordi? Chi le vittime e chi i complici? Il testo scegliendo la forma del flashback inizia quando tutto è avvenuto. Penelope e le ancelle, al pari di tutti gli altri protagonisti della vicenda sono già morti. Ormai incorporei possono rivedere e rivivere quel loro passato,consapevoli di ciò che è avvenuto ma anche disposti a spogliarsi delle loro vesti iconiche per raccontare il vero. In questo racconto tutti sono posti in posizione paritaria: Penelope, le ancelle (che con richiamo alla grande tragedia greca costituiscono il coro), Elena che non rinuncia neanche nella sua condizione di noncorporeità alla esibizione di sé, Odisseo sempre intento a mascherare la realtà a suo consumo.

La narrazione è leggera, a volte comica, sempre pervasa da ironia. Le fonti spaziano da Omero a Euripide a Ovidio a Gorgia fino ad autori contemporanei quali Savinio,Ritzos, Malerba,Atwood. La figura di Penelope attraverso le narrazioni successive muta, diviene altro. Sempre alla ricerca di una verità identitaria che la figurina omerica ha sempre nascosto sotto un conformismo rassicurante.

Parallelamente al calendario delle rappresentazioni, anche quello musicale con le “Notti in musica al Tempio di Segesta” domenica 21 luglio, alle 22, Uri Caine Trio: Uri Caine, piano, Mark Helias, contrabbasso, Clarence Penn, batteria. Nato a Filadelfia nel 1956 da una famiglia di intellettuali di origine Moldava, Uri Caine studia il pianoforte classico ed è fortemente attratto dai pianisti di Jazz. La sua crescita artistica è costellata da un alternanza di progetti legati alla musica classica e da personali rivisitazioni di Malher, Schuman e Bach, e di progetti squisitamente jazzistici con il suo storico Trio con il contrabbassista Drew Gress e il batterista Ben Perowsky ma anche quale partner prima del clarinettista Don Byron e successivamente del trombettista Dave Douglas ove il jazz si fonde con elementi Klezmer, e con il quale alla fine degli anni 90 comincia ad essere apprezzato dalla critica internazionale. Ulteriore popolarità gli conferisce la direzione della Biennale di Venezia del 2003, la direzione artistica di Bergamo Jazz. Musicista caro al pubblico della classica quanto a quello del jazz, Uri Caine è uno dei pianisti più richiesti e consacrati del panorama mondiale della musica colta.

© Riproduzione riservata

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