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Bruno Petkovic, il giustiziere del Brasile che ha sfiorato la Serie A col Trapani

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Dieci anni fa Bruno Petkovic giocava nel Catania. Non lo conosceva quasi nessuno il giustiziere del Brasile al Mondiale. Perché di questo si tratta. L’attaccante della Croazia ha fatto gol proprio quando il Brasile pensava di avercela fatta a centrare la qualificazione alla semifinale. E invece no. L’attaccante nato a Metkovic, all’estremo sud della Croazia, al confine con la Bosnia, ha trovato la coordinazione giusta all’altezza del dischetto del rigore e di sinistro ha disegnato una parabola impossibile per Alisson, complice la deviazione di Marquinos. È il pareggio della Croazia. Il momento che incide e decide il quarto di finale. Perché la nazionale a scacchi ha vinto ai rigori (5-3), ancora grazie al suo portiere Livakovic, ma soprattutto per quel gol di Petkovic.

Un eroe per caso Petkovic che si è fatto le ossa nel calcio minore italiano. Varese dopo il Catania, la Reggiana in LegaPro, poi ancora la Serie B con la Virtus Entella e soprattutto il Trapani.

Nella città falcata se lo ricordano bene il croato. Arrivò l'ultimo giorno del calciomercato invernale del 2016 e si presentò in conferenza stampa con una maglia simile ad un pigiamino. Una delle più brutte viste a Trapani, francamente. Parlava poco, era un po’ indolente, sembrava svogliato in campo, ma è entrato in un amen nel cuore dei tifosi granata. E non solo perché ha fatto parte di quella squadra incredibile che con Serse Cosmi in panchina sfiorò la Serie A nello spareggio contro il Pescara di Massimo Oddo.

«Petkovic va coccolato e capito - disse di lui Cosmi -. Io di attaccanti forti ne ho allenati tanti, uno su tutti Milito, ma uno come Bruno, che cambiasse così tanto il volto alla sua squadra, non l’ho mai trovato da altre parti. Gli dicevo sempre che non aveva senso che giocasse in Serie B. Aveva tutto, ma davvero tutto, per stare in Serie A».

In A Petkovic c’è arrivato con il Bologna dove il Trapani lo ha piazzato per poco più di un milione, ma dando ossigeno alle casse societarie. C’è rimasto poco, giusto un’altra mezza stagione col Verona e poi il ritorno in patria. Con la Dinamo Zagabria ha affrontato quest'anno due volte il Milan in Champions League. La prima presenza in nazionale nel 2019, sono 27 finora, e appena 7 i gol. Quello che vale una carriera, l’ha però segnato a 28 anni contro il Brasile. Scusate se è poco.

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