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IL CASO

Alcamo, un consigliere: "I dipendenti comunali lavorano più del dovuto"

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ALCAMO. È intervenuto durante la recente seduta consiliare domandando al sindaco Sebastiano Bonventre se "il personale comunale assegnato all'ufficio del Giudice di Pace svolga più lavoro delle ore stabilite dal contratto" e chiedendo "quindi di sapere se l'amministrazione è al corrente di questo fatto e se il lavoro in più sarà remunerato o compensato come ferie". A porre il quesito è stato il consigliere comunale Benedetto Vesco. Bonventre replica: "Il Comune garantirà a tutti i lavoratori la possibilità di recuperare lo straordinario entro il mese successivo ed un progetto ad hoc per eventuali prestazioni aggiuntive svolte".

Il sindaco afferma che, per tale ufficio, "il potere direttivo ed organizzativo spetta esclusivamente al giudice di pace". Bonventre ripercorre le più recenti, travagliate tappe del mantenimento dell'ufficio del giudice di pace ad Alcamo e parla delle modalità di utilizzo del personale. "Con delibera di giunta del 23 aprile 2013, il Comune di Alcamo, con i Comuni di Castellammare e Calatafimi, aveva determinato di mantenere l'ufficio del giudice di pace di Alcamo - ricorda -. Con mio provvedimento del 27 giugno 2014, ho assegnato 6 unità di personale all'avviando ufficio, di cui una a tempo pieno e 5 ad orario ridotto, che dal 14 luglio al 27 ottobre 2014 sono state ritenute idonee e, pertanto, avviate dal Tribunale di Trapani al propedeutico corso di formazione professionale.

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