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Raccolta rifiuti ad Alcamo, 26 operai a rischio: scoppia la protesta

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In 26 messi in lista. Sono gli operai della raccolta dei rifiuti ad Alcamo che rischiano dalla prossima settimana di finire in cassa integrazione. A darne conferma la Fit Cisl che ieri ha deciso di organizzare un sit-in davanti al municipio con alcuni dei lavoratori che si sono visti recapitare il loro stop al servizio.

La ditta Fl Mirto-Camedil, che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha intrapreso questa drastica decisione anche se nella più totale confusione. Non sarebbe stata fatta comunicazione alle organizzazioni di categoria, il provvedimento è quindi rientrato anche se pare essere solo rimandato per l’appunto alla prossima settimana.

«Ci siamo messi in contatto con il legale della ditta - afferma Rosanna Grimaudo, responsabile della Fit Cisl di Trapani - il quale alle nostre rimostranze ha risposto che c’è stato un disguido nella comunicazione da inviare ai sindacati. Dunque la giornata di oggi (ieri per chi legge, ndc) è stato chiarito che si è trattato di ferie. A questo punto attendiamo dall’azienda la prossima mossa. Ci è stato detto che la cassa integrazione scatta a causa covid, ma siamo di fronte ad un atto illegittimo. Nell’ambito della raccolta dei rifiuti non c’è alcuna crisi che possa giustificare il ricorso alla cassa integrazione».

Appare quantomeno singolare che la Mirto-Camedil faccia ricorso alla cassa integrazione ad una settimana dalla fine del contratto, dal momento che dall’1 febbraio subentrerà la nuova ditta che ha vinto l’appalto per i prossimi 7 anni: tanti i dubbi rispetto a quanto sta accadendo in queste ore.Il sindacato riserva poi una stoccata al sindaco: «Dalla sera precedente sapeva di questo provvedimento - aggiunge la Grimaudo -. Ci aspettavamo che oggi (ieri per chi legge, ndr) si fosse precipitato al Comune dove sapeva che i lavoratori erano lì ad attenderlo dalle 7 del mattino».

«Ritengo irrispettoso da parte della Cisl questo atteggiamento - replica il sindaco Domenico Surdi -. Avevo già annunciato che alle ore 11 sarei stato in municipio per confrontarmi con loro e vengo a sapere che 5 minuti prima del mio arrivo sono andati via. Al di là di questo aspetto, ritengo paradossale tutta la vicenda. Io non ho alcuna documentazione in cui mi si informa che la ditta abbia effettuato questa cassa integrazione. Farò immediatamente le mie verifiche e in caso si palesino illegittimità sarò io il primo a interfacciarmi con il prefetto e con tutte le autorità preposte.C’è un accordo ben preciso con la ditta che deve essere rispettato, da sindaco tutelerò senza se e senza ma le clausole sociali stabilite. Non solo per il contratto in essere ma anche per quello di recente sottoscritto per il passaggio di consegne del servizio di raccolta alla nuova ditta previsto per il prossimo 1 febbraio».

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