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Erice Card, 43 aziende ritirano l'adesione: "Così la funivia è solo una ruota panoramica"

turismo, Trapani, Economia

L'associazione culturale Bajuolo di Erice recede dall'accordo sulla Erice Card e comunica il ritiro delle adesioni da parte di 43 aziende associate.

Il progetto nasce per la promozione turistica, indispensabile per una ripartenza economica, dopo il periodo di chiusura, dato dall’emergenza epidemiologica, che ha determinato una grave perdita per l’intero settore turistico. Secondo Bajuolo, però, per come è stato attuato, il non rispetta le logiche discusse e condivise al tavolo tecnico.

L’associazione, infatti, durante il lungo periodo di interruzione delle attività, aveva aderito alla manifestazione “risorgiamo Italia” rappresentando il grave disagio, vissuto dagli operatori nei settori della ristorazione, alberghiero, commerciale ed artigianale, ed aveva chiesto, con forza, all’Amministrazione un confronto diretto ed immediato volto alla ricerca di soluzioni utili al rilancio turistico della Città di Erice.

Il Bajuolo di Erice aveva proposto una serie di iniziative atte a favorire una ripresa dell’attività economica locale, ribadendo anche l’esigenza di un’immediata riapertura della funivia ed un’ampliamento degli orari relativi a tale servizio. Gli operatori ericini, infatti, lamentavano da anni il disagio dovuto alle fasce orarie dell’ovovia, non curanti delle esigenze dei pendolari né, tantomeno, di quelle turistiche.

La funivia rappresenta per Erice non solo un’attrazione turistica ma anche un servizio fondamentale che compensa la mancanza di parcheggi sul monte e dovrebbe garantire il trasporto dei visitatori oltre che quello dei lavoratori pendolari. Così gestita, però, funge esclusivamente da “ruota panoramica” su Trapani e non svolge un servizio pubblico così come dovrebbe, arrecando danno alla comunità locale.

Creando un disservizio, invece, il CDA della Funi Erice, non solo ha preteso una “garanzia” di 180.000 Euro (oltre ai contributi regionali) per la riapertura dell’impianto, ma ha posticipato l’avvio al 27 di Luglio, a stagione inoltrata, quando già tutti i privati avevano riaperto le proprie attività.

Inoltre, non esiste, al momento, la certezza in merito alla continuità del servizio funiviario che potrebbe cessare il 26 di Settembre (qualora gli incassi non dovessero soddisfare le esigenze di gestione).

Le fasce orarie previste dalla funierice, inoltre, risultano estremamente riduttive ed inducono la gran parte dei viaggiatori ad una scelta alternativa.

Al disservizio della funivia si aggiunge la totale assenza di una strategia programmatica legata alla promozione di Erice.

Non è stata avviata la piattaforma di viaggi (così come richiesta dall’associazione il Bajuolo) utile, oggi più che mai, alla vendita on line BtoB che avrebbe permesso agli operatori di verificare immediatamente il catalogo e le disponibilità offrendo i migliori pacchetti ai clienti.

Senza un’adeguata programmazione, un’efficace promozione ed un’appropriata offerta di servizi la Erice Card si trasforma in un contenitore vuoto e sconosciuto o forse in uno dei tanti, falsi pilastri su cui costruire una futura propaganda elettorale.

 

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