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L'olio di un'azienda di Castelvetrano sbarca in Siberia e alle Hawaii

CASTELVETRANO. C'è un'azienda olivicola a Castelvetrano che fa man bassa di premi internazionali - ultimo pochi giorni fa la medaglia d'oro 2016 al «BestOliveOils» di New York dove partecipavano 800 oli di 25 Paesi - ed è una delle 26 in Italia ad essere stata dichiarata presidio slow food dell'olio extra vergine di oliva. L'azienda Centonze ha ottomila olivi su 40 ettari e produce circa 450 ettolitri di olio biologico.

La particolarità degli ulivi Centonze è che hanno un'età media di 200 anni e che vivono sul terreno delle antichissime Latomie, le cave di calcare lasciate dai greci nell'800 a.C. Questo paesaggio archeo-olivicolo, la coltivazione biologica e il basso impatto ambientale sono alla base della dichiarazione di presidio slow food. «È questo che rende il nostro olio unico - dice Nino Centonze, 47 anni che si occupa dell'attività olivicola - Viene estratto dall'oliva Nocellara del Belice che ha delle note amare. Ma i nostri ulivi crescono su questo minerale calcareo dolce che arrotonda e armonizza l'olio estratto. Il mio quindi è più 'dolcè rispetto alle altre produzioni. È questo il fattore che dà successo». L'olio Centonze viene venduto in 35 Paesi nel mondo e riceve ordini anche da ditte al confine tra Siberia e Cina, dalle Hawaii, dalla Thailandia e dal Giappone.

Nell'azienda Centonze, accanto a una delle piscine dell'agriturismo che accompagna la produzione olearia, spicca l'ulivo millenario: un albero enorme che gode perfetta salute e che ancora produce. L'ulivo attira i visitatori che arrivano coi pullman per farsi fotografare accovacciati sotto la chioma millenaria. Il padre di Nino Centonze, Giacomo, 67 anni, è stato uno dei pionieri del turismo agricolo utilizzando i primi fondi Ue per trasformare i vecchi edifici contadini in stanze per gli ospiti. Ora l'agriturismo conta 27 camere, una Spa, un ristorante con gastronomia a km zero, tutto circondato da un prato che sembra un soffice tappeto e ancora dall'uliveto. Nelle stanze per gli ospiti, oltre ai vecchi utensili agricoli ormai scomparsi, sono appesi incorniciati, i diplomi, le targhe e tutti gli encomi dell'olio che ha le tre foglie del Gambero rosso, è tra i 100 migliori oli al mondo e che ha 94 punti su 100 nel Flos Olei, la guida mondiale degli extravergine d'oliva.

«L'ultima fatica - dice Nino Centonze - è stata la realizzazione del grande capannone dove abbiamo installato il frantoio, lo stoccaggio sotto battente d'azoto, la linea di imbottigliamento. Insomma tutto il ciclo comincia e si chiude in azienda. Abbiamo ricevuto la visita degli ispettori Ue perchè siamo stati inseriti tra gli esempi di azienda virtuosa nell'impiego dei fondi in Sicilia e volevano rendersi conto del nostro lavoro».

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