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VIENERGY

Nuovi additivi vegetali per carburanti
Al via i test scientifici a Marsala

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MARSALA. Nuovi additivi di origine vegetale, per lo più provenienti da scarti dei vigneti e della vinificazione, da utilizzare nelle miscele di gasolio e metano. Sono quelle in via di sperimentazione a Marsala nell'ambito del Progetto ViEnergy, il programma che rientra nell’ambito del Piano Operativo Italia-Malta 2007 – 2013, focalizzato sulle buone pratiche di territorio nel settore della viticoltura e che si pone gli obiettivi strategici di riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali ricorrendo a quelle non inquinanti e rinnovabili. I test scientifici partiranno oggi e dureranno fino a giovedì.

A Marsala, infatti saranno effettuati dei test per valutare la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l’utilizzo di un carburante E-Diesel, una miscela low blend di diesel ed etanolo (ricavato da scarti di vinificazione) stabilizzata con un additivo di origine agricola. La sperimentazione verrà condotta su un tragitto prestabilito su bus equipaggiato con motore EURO II, tipologia attualmente in uso nella maggior parte dei mezzi adibiti al trasporto urbano e che rappresenta una delle fonti principali d'inquinamento delle nostre città. L’obiettivo è quello di monitorare le prestazioni ambientali in termini di riduzione delle emissioni, soprattutto dal punto di vista della presenza delle PM (polveri sottili) presenti nel particolato, termine che identifica comunemente l'insieme delle sostanze sospese in aria. A certificare la riduzione delle emissioni sarà il Laboratorio VELA del Joint Research Centre di Ispra (Va).

Secondo alcuni studi, infatti, è emerso che l’impiego di etanolo in miscela con il diesel comporta l’abbattimento di importanti percentuali delle principali sorgenti d’inquinamento atmosferico in ambito urbano. Attraverso l’impiego di carburante E-Diesel si otterrebbe una considerevole riduzione di polveri sottili pari a - 0,015 g per ogni kWh di energia meccanica prodotta. È stato infatti dimostrato che l’emissione specifica di un autobus, equipaggiato con motore EURO II, che circola in area urbana, è responsabile dell’emissione di 1,09 gr di PM10 per kg di diesel fossile bruciato (fonte COPERT 4 ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale –Ministero dell’Ambiente). Attraverso l’utilizzo di una miscela low blend, questo valore potrebbe ridursi del 21% circa, attestandosi a 0,86 gr di PM10 per Kg di combustibile bruciato. La sperimentazione, inoltre, si pone l’obiettivo di comprendere la composizione diesel, etanolo e additivo naturale che da i risultati migliori attraverso l’utilizzo degli scarti del processo di vinificazione per la produzione di queste ultime due componenti.

L’IRVO – spiega Antonino Di Giacomo , Commissario dell'Istituto Regionale del Vino e dell’Olio di Sicilia –è al fianco di tutte quelle aziende che vogliono innovare investendo sulla ricerca applicata. È importante perla tutela e la sostenibilità ambientale che, accanto alla produzione di uva e vino si possa offrire un’opportunità in più alle aziende, quella di creare reddito con il riutilizzo di biomasse residuali vitivinicole (potature e vinacce) per la produzione di fonti non inquinanti e rinnovabili”.

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