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«Schiavi di Hitler», una mostra ad Alcamo per non dimenticare

L’esposizione, al centro congressi Marconi, è organizzata dall’associazione culturale Stella Alpina col patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura. Riguarda la vicenda degli internati militari deportati nei lager del Reich dopo l’8 settembre del 1943.

Si è aperta ieri ed è visitabile anche oggi e domani 20 gennaio, al centro congressi Marconi di Alcamo, la mostra dal titolo «Internati militari italiani schiavi di Hitler. Storia, memoria, testimonianze», per ricordare i prigionieri della seconda guerra mondiale, tra i quali anche alcamesi.  La serie di tre giornate è stata inaugurata invitando studenti delle scuole nella mattinata di ieri e poi con un convegno nel pomeriggio, al quale è intervenuto anche Roberto Gueli, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia.

L’esposizione, dallo specifico titolo «Schiavi di Hitler» e proposta dall’associazione culturale Stella Alpina, è organizzata con il patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura. Riguarda la vicenda degli internati militari deportati nei lager del Reich dopo l’8 settembre del 1943. Sono esposte una cartina con la distribuzione dei lager, pannelli descrittivi, disegni e fotografie realizzati da alcuni internati militari, cartoline della posta del prigioniero, un’istallazione in ricordo della vita negli Stammlager e del lavoro coatto e documenti che fanno parte dell’archivio della famiglia alcamese De Blasi, i cui fratelli Giuseppe e Andrea furono deportati nei campi nazisti. Erano presenti ieri anche i familiari dell’alcamese Baldassare Eterno, insignito della medaglia d’onore che, in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno scorso, è stata concessa ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale.

In prima linea nell’organizzazione della mostra è Pietra De Blasi, presidente dell’associazione culturale Stella Alpina, che lavora in sinergia con l’associazione nazionale Partigiani d’Italia, con l’istituto storico-pedagogico di Milano e con la casa della Resistenza di Fondotoce a Verbania. «Abbiamo già iniziato lo scorso anno un percorso con la prefettura di Trapani – ricorda Pietra De Blasi -, siglando un protocollo d’intesa con vari Comuni della provincia di Trapani per il riconoscimento degli internati militari e, qui ad Alcamo, nel 2023 è stata posta una pietra della memoria in onore di mio padre e di mio zio, rispettivamente Giuseppe e Andrea De Blasi, che furono imprigionati nello stesso stalag». Si tratta dei primi passi per l’adesione al progetto «Memorie d’Inciampo», che gode dell’alto patronato del presidente della Repubblica e che consiste nella creazione di una memoria storica diffusa, visiva e mentale, dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Il progetto prevede la collocazione, sul selciato stradale di ogni città coinvolta, davanti alle abitazioni delle vittime di deportazioni, di piccole “mattonelle” in ottone, ognuna riportante le generalità del deportato. «La memoria – ha commentato nell’occasione Roberto Gueli, presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia – va sviluppata, alimentata, coccolata. Non è una memoria statica, ma in movimento e che deve fare riflettere e considerare le coscienze che sono in tumulto, visto quello che accade in giro per il mondo, con guerre che sono anche nel dimenticatoio ma che vanno avanti da anni. Mostre di questo tipo, che raccontano le storie di italiani eroi, vanno alimentate».

La mostra è visitabile anche domani dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

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