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IL SOPRALLUOGO

Mazara del Vallo, la chiesa di San Nicolò a rischio crolli

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E’ in corso una verifica strutturale della chiesa San Nicolò Regale di Mazara e poi saranno prese delle decisioni. E’ questa l’ultima novità che continua a bloccare l’iter per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza dei mosaici e della Chiesa.

Una vicenda che si trascina da tre anni malgrado ci sia già il finanziamento delle casse comunali per circa 120 mila euro nel piano delle opere pubbliche. La consegna formale dei lavori, tra l’altro, è avvenuta già da quasi due anni da parte dell’a m m i n istrazione guidata dall’ex sindaco Nicola Cristaldi, all’impresa aggiudicataria che è DI.BI.GA. sas di Alcamo, che ha offerto un ribasso del 21,70% sull’importo a base d’asta di euro 107.208,86 oltre a oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Sarebbe sorto però un problema non di poco conto.

All’interno della chiesa ci sarebbe una parete che avrebbe problemi di carattere statico e, pertanto, i lavori di copertura dei mosaici non possono iniziare per evitare pericoli di caduta. «Si sta lavorando con molta cautela – dice un tecnico – perché si tratta di una chiesa particolare, una delle poche in stile arabo – normanno che ancora si possono ammirare». Si prospetta una rimodulazione dei lavori e, probabilmente, potrebbe essere rivisto anche I’importo finora affidato che potrebbe subire delle variazioni. Per quanto riguarda i lavori da realizzare, in particolare è prevista la rimozione di parte di tetto pericolante sui mosaici, collocando sui pilastri già presenti una rampa per l’accesso alla chiesa di San Nicolò Regale, dalla quale sarà possibile vedere i mosaici sottostanti.

Di particolare interesse, infatti, è il basamento sottostante, nel quale sono state rinvenute nel 1933 tracce di mosaici romani di tarda età imperiale. Attualmentè chiusa, non visitabile da una decina di anni. La Chiesa di San Nicolò Regale è in stile arabo-normanno e si erge sulla sponda sinistra del Mazaro. Costruita nella prima metà del XII secolo, ha una pianta quadrata con tre absidi e una cupola. Nell’interno si trova un piccolo altare, quattro colonne centrali e delle colonnine incassate negli spigoli delle tre absidi e una pavimentazione con un disegno a colori d’ispirazione islamica, caratteristiche architettoniche simili alla Chiesa di San Cataldo di Palermo e alla Chiesa della Santissima Trinità di Delia a Castelvetrano.

Tra il XVII e il XVIII secolo la chiesa subì una radicale trasformazione per adattarla ai nuovi canoni barocchi, divenendo a pianta ottagonale con copertura a falde. Nel 1947 si tentò di riportare la chiesa alle sue forme originarie, ma bisognò attendere fino agli anni Ottanta affinchè questo gioiello dell’arte arabo-normanna riacquistasse le sue originali sembianze di monumento medievale.

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