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Mozia, ricostruita la statua che era dedicata al dio Baal

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«E' un momento commovente. Soprattutto se si pensa che nell'antichità, quando una città veniva conquistata, i conquistatori, come prima cosa, ne distruggevano i simboli religiosi o li portavano via».

E' stato questo, sabato sera, il primo commento a caldo espresso dal professor Lorenzo Nigro, coordinatore della missione archeologica dell'Università “La Sapienza” di Roma sull'isola di Mothia, subito dopo la ricollocazione di una ricostruzione una statua del dio Baal, adorato dagli antichi moziesi, al centro del Kothon.

Quest'ultima è una grande vasca con acqua salata collegata al mare, sul lato sud di Mothia, che per lungo tempo si è pensato fosse un piccolo porto riparato all'interno dell'isola o un cantiere navale e che, invece, di recente, gli studiosi hanno scoperto essere stato un luogo per cerimonie sacre che prevedevano immersioni in acqua.

L'articolo nell'edizione di Trapani del Giornale di Sicilia

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