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ARCHEOLOGIA

Recupero della Vasca Selinuntina di Partanna, via al concorso del Fai

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La salvaguardia e la valorizzazione dell'antica Vasca Selinuntina è la nuova iniziativa promossa e curata dal Club per l'Unesco Castelvetrano Selinunte ed inserita a tal proposito ne «I Luoghi del Cuore», una campagna nazionale indetta dal FAI-Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo che ha come obiettivo , quello di diffondere la cultura del rispetto e della valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale minore , spesso dimenticato .

Grazie a tale iniziativa è possibile per ciascun cittadino, segnalare e votare i luoghi della cultura da salvare accedendo al sito web del Fondo per l'Ambiente , in un’ottica di condivisione del patrimonio culturale ed artistico, tenuto conto che al luogo più votato , tra quelli gia' selezionati , verranno destinati fondi fino a 40.000 euro che saranno utilizzati al recupero e la fruizione del bene. La contrada Biggini è stata da sempre ricca di sorgive utilizzate dai territori di Castelvetrano Partanna e Selinunte che se ne sono serviti sin dall’antichità.

La grande vasca che i Selinuntini avevano costruito per approvvigionare di acqua potabile Selinunte , venne studiata dall'archeologo Antonio Salinas nel 1882 è di forma circolare e del diametro di circa 15 metri e profonda 4 metri ed è costituita da blocchi di pietra arenaria ed un sistema di canalizzazione si prolungava per circa 14 chilometri fino a Selinunte, fungendo da acquedotto, non solo agli abitanti della città, ma anche per la bonifica delle paludi aree portuali.

Un inedito disegno dei tempi del Salinas mostra la vasca di captazione e decantazione e consente di ricostruire il percorso dell'acquedotto, seppur con interruzioni, in direzione dell'antica città di Selinunte lo stesso percorso è poi stato studiato dagli archeologi Martine Fourmont e Ferdinando Lentini . Nel 1846, l'ex feudo di Bigini, assieme a quelli di Ciafaglione e Donzelle, dal territorio di Castelvetrano venne aggregato a quello di Partanna, in seguito ad un decreto del 1845 di re Ferdinando Il di Borbone in quanto appartenuto precedentemente ai Grifeo.

Le sorgenti e la vasca pervennero quindi in proprietà al barone Vincenzo Favara di Partanna che, nel giugno 1882, le vendette al comune di Castelvetrano alla quale ancora oggi il lotto nello specifico appartiene pur trovandosi sul territorio del comune di Partanna. Il Comune di Castelvetrano successivamente realizzò una conduttura che adduceva l'acqua presso stesso intaccando nella parte iniziale, l'antico sistema idrico di adduzione.

«Speriamo che la nuova l'iniziativa messa in campo dal Gruppo Unesco» -afferma il vice presidente dell' Associazione Prima Archeologia del Mediterraneo, Vito Zarzana, altra associazione che nel tempo si è fatta carico di promuovere il sito archeologico - possa contribuire recupero ed al restauro del monumento, in quanto oggi, a causa di una copertura realizzata negli anni 60 l'area è notevolmente compromessa alla fruizione e non è possibile effettuare delle visite in sicurezza».

Il Club Unesco , quindi invita i cittadini a votare «La Vasca Selinuntina», importante monumento di epoca greca che si trova in prossimità dei resti della Torre Biggini, antico edificio conventuale, sede nel passato, anche di un distaccamento della Santa Inquisizione, attualmente di proprietà' privata. Negli anni scorsi a partecipare al concorso era stato il castello di Calatubo di Alcamo. Grazie ai voti ricevuti vennero assegnati dei fondi per le opere di manutenzione del castello. Adesso la stessa cosa si vorrebbe fare per la Vasca Selinuntina m atutto sta all’interesse che mostreranno gli abitanti del Belice con il loro voto

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