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La cucina trapanese alla conquista del Giappone

TRAPANI. Dal cous-cous alle sarde allinguate, dai gamberi rossi ai prodotti di tonnara e tante altre delizie. La tradizione culinaria della storica Cantina siciliana, un angolo del gusto nell'antico quartiere della Giudecca, a Trapani, conquista il Paese del Sol Levante, riscuotendo un grandissimo successo in due ristoranti giapponesi, dove sono stati preparati piatti per più di cento commensali.

Le prelibatezze che hanno fatto la fortuna del locale, un pò retrò dominato da maioliche sgargianti e oggetti tipici del folclore siciliano, come i famosi carretti, dove a farla da padrone sono i sapori della cucina locale - lì il cous cous si prepara ancora come 50 anni fa - hanno stuzzicato e deliziato il fine palato dei giapponesi che vivono a Hayama, in provincia di Kanagawa e a Ginza, nelle vicinanze di Tokyo.

A preparare i piatti tipici, presso il ristorante Piscaria di Takuitsu Izumo, Pino Maggiore, gestore della Cantina e ambasciatore della cucina della città falcata, aiutato dallo chef in gonnella, Hajer Aissi, tunisina d’origine ma trapanese d’adozione.

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