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La rete di protezione del boss Messina Denaro, chiede l’abbreviato l’ex amante Laura Bonafede

La richiesta della maestra di Campobello di Mazara è stata presentata al gup Paolo Magro, che ha rinviato il processo a giugno per le conclusioni del pm Gianluca de Leo

Laura Bonafede, figlia del boss di Campobello di Mazara, e Matteo Messina Denaro parlano al supermercato il 14 gennaio del 2023, due giorni prima dell'arresto del boss. ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING NPK

Laura Bonafede, la maestra di Campobello di Mazara, amante storica di Matteo Messina Denaro, ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato. L’istanza è stata fatta oggi al gup Paolo Magro, che ha rinviato il processo a giugno per le conclusioni del pm Gianluca de Leo. Alla donna, arrestata ad aprile del 2023, inizialmente era stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato, modificato nel corso delle indagini in quello di associazione mafiosa.

Figlia dello storico padrino di Campobello Leonardo, fedele alleato dei Messina Denaro, la maestra è cugina di Andrea Bonafede, il geometra che ha prestato l’identità al boss durante l’ultima fase della latitanza. Secondo la Procura di Palermo, sarebbe stata un pezzo fondamentale del meccanismo che per 30 anni ha protetto la latitanza di Messina Denaro. I due, insieme alla figlia della donna, Martina Gentile, indagata per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, avrebbero vissuto insieme e si sarebbero comunque sempre frequentati. «Eravamo una famiglia», scriveva il capomafia in un pizzino diretto a Blu, uno dei nomi in codice usati per la maestra. Lei si occupava del sostentamento e della sicurezza del boss, gli faceva la spesa durante la pandemia nel timore che si ammalasse e non potesse uscire di casa, condivideva con lui linguaggi cifrati, segretissimi pizzini, affari e informazioni sulla cosca.

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