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Il comandante del Ros: dopo Messina Denaro la mafia cercherà un nuovo capo

Pasquale Angelosanto: «Cosa Nostra è ancora forte. Lui era un uomo simbolo»

Il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros), durante la conferenza stampa in cui sono stati resi noti i dettagli dell'arresto di Anis Hanachi, fratello del killer di Marsiglia Ahmed, Roma, 9 ottobre 2017. ANSA / ETTORE FERRARI

«Cosa Nostra è viva e ancora forte, ma ha avvertito il colpo indubbiamente, sia riguardo alla provincia trapanese, della quale Messina Denaro era a capo, sia attraverso la altre province mafiose che guardavano a questa figura come un simbolo. Verranno avviati rapporti dialettici all’interno dell’organizzazione, nella provincia trapanese e nelle altre province, perché comunque andrà individuato un nuovo capo dell’organizzazione. Il lavoro va avanti per individuare compiutamente la rete di favoreggiamento e le ricchezze, ovvero i settori dell’economia che erano controllati da imprenditori vicini all’organizzazione».

Così il comandante del Ros, Pasquale Angelosanto, a Cinque Minuti, in merito alla morte del boss Matteo Messina Denaro.

«Un mafioso irriducibile come Matteo Messina Denaro può dire qualsiasi cosa - ha aggiunto Angelosanto - . Dopo l’arresto ha sostenuto di non essere mafioso, di non essere mai stato nell’organizzazione e che ha mantenuto rapporti con Provenzano solo perché entrambi latitanti e quindi per solidarietà con lui».

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