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A Trapani alberi a rischio crollo, deciso il taglio dei primi dodici

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Il sopralluogo del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida con i tecnici comunali

A Trapani dodici pini del giardino della scuola materna Don Bosco saranno abbattuti. Gli alberi sono a rischio di cedimento. Da qui la decisione, dopo un sopralluogo fatto nei giorni scorsi alla presenza del sindaco Giacomo Tranchida, di procedere al loro taglio in modo da garantire la sicurezza nella zona mentre in altre parti della città è stato disposto un radicale sfoltimento di diverse piante, a partire da quelle di viale Duca d’Aosta dove la scorsa settimana una eritrina è finita sul Ccr mobile per la raccolta dei rifiuti e sui tavolini di una vicina pizzeria dove, fortunatamente, considerata l’ora mattutina, non c’era nessuno.

«In seguito ai recenti crolli di due eritrine in piazza Vittorio Veneto e viale Duca D’Aosta – si legge in una nota diramata dagli uffici di Palazzo D’Alì - nonché di un pino all’interno del giardino della scuola materna Don Bosco, nonostante i lavori di potatura già previsti siano in procinto di essere avviati, l’amministrazione Tranchida ha avviato ulteriori controlli su una serie di alberi della città. In particolar modo, grazie alla consulenza del professor Raimondo, già docente di botanica all’Università degli studi di Palermo ed ex direttore dell’Orto Botanico di Palermo, nella giornata di sabato sono stati effettuati dei sopralluoghi con verifiche in viale Duca d’Aosta, piazza Vittorio Veneto, via Madonna del Porto, viale Elda Pucci, via Salvatore Calvino, piazza Cimitero e presso la scuola materna Don Bosco».

E alla fine si è deciso di tagliare dodici pini della scuola Don Bosco, «messi a dimora malamente nel corso degli anni scorsi – continua il comunicato stampa del Comune - e cresciuti con forti limitazioni a causa del cemento e dell’asfalto che ne impediscono il naturale sviluppo». Oltre al taglio dei pini, nel plesso scolastico scatteranno delle «imponenti operazioni di potatura sulle eritrine, volte a limitarne il peso e l’esposizione ai venti ma salvaguardando la testimonianza storica-botanica dell’alberato, di circa 150-170 anni, e dunque la dimensione monumentale che si è sviluppata nei tronchi. Ovviamente – hanno concluso da Palazzo D’Alì - successivamente bisognerà procedere con una corretta piantumazione di nuovi alberi, nel rispetto del contesto urbano e microclimatico locale».

«Lo sforzo dell’amministrazione per limitare al massimo le criticità inerenti gli alberi della nostra città si scontra, inesorabilmente, con un abbandono almeno ventennale della cura del verde – ha dichiarato il sindaco Giacomo Tranchida - e che oggi causa grossi problemi. Emblematico il caso della scuola Don Bosco, dove a pochi centimetri dai pini si ritrovano pareti di cemento armato ed asfalto al posto della terra, così come le eritrine, sulle quali abbiamo fino ad ora proferito enormi sforzi per recuperare sul tempo perduto della corretta cura e che vogliamo salvare perché fanno parte del patrimonio storico trapanese. Ringrazio il professore Raimondo – ha concluso il primo cittadino - e tutte le parti interessate, che negli ultimi giorni si sono spese per avviare tempestivamente la messa in sicurezza delle essenze arboree della città».

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