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Traffico di cocaina tra Alcamo e Partinico: otto arresti. I nomi

Scattano anche perquisizioni personali e domiciliari. L'organizzazione avrebbe preso piede dopo che i vertici erano finiti nella rete dell'operazione antimafia Freezer. Sono emersi inoltre due episodi di estorsione aggravata ai danni di pusher

La polizia di Trapani ha arrestato 8 persone appartenenti a un sodalizio dedito al traffico illegale di sostanze stupefacenti. Nel mirino degli investigatori della squadra mobile e del Commissariato di Alcamo un sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, che operava tra le località di Alcamo e Partinico.

Le misure restrittive sono state emesse dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. A coordinare le indagini il pm Alessia Sinatra. Sedici le perquisizioni personali e domiciliari disposte dalla stessa Procura, nei confronti di altrettanti soggetti cui è stato contestato il delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di cocaina. Nessuno degli arrestati e degli indagati è accusato di associazione di stampo mafioso. Sono ritenute responsabili di numerose cessioni di cocaina, identificate nel corso delle indagini. Le risultanze investigative hanno infatti consentito di sequestrare cospicue dosi di cocaina e di documentare numerosi episodi di trasporto, detenzione e cessione della stessa sostanza.

I provvedimenti dell’operazione denominata «Oro Bianco» rappresentano la sintesi di un’indagine iniziata dal commissariato di Alcamo nel 2017 e protrattasi per due anni con il supporto di personale della polizia di Marsala, Castellammare e Mazara del Vallo.

Secondo chi indaga, i destinatari delle ordinanze avevano assunto il comando dell’organizzazione criminale dopo che i vertici erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione «Freezer», rivolta contro una famiglia mafiosa a capo del mandamento di Alcamo, riuscendo a consolidare contatti già avviati, nella provincia di Latina, con narcotrafficanti operanti nel centro Italia. Sono emersi inoltre due episodi di estorsione aggravata ai danni di pusher che non avevano onorato i debiti contratti con il clan.

Il sodalizio dapprima era capeggiato dal mafioso Giuseppe Di Giovanni, già uomo di fiducia del defunto boss alcamese Ignazio Melodia, chiamato «U dutturi», dal padre Francesco e da Giuseppe Vilardi e Gioacchino Guida. Questi ultimi avevano assunto poi il comando dell’organizzazione criminale dopo che Di Giovanni era stato arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia «Freezer», riuscendo a consolidare contatti già avviati, con narcotrafficanti operanti nel centro Italia e in particolare nella provincia di Latina. In carcere sono finiti Giuseppe Di Giovanni, il padre Francesco Di Giovanni e Giuseppe Vilardi. Ai domiciliari con il controllo attraverso braccialetto elettronico vanno Gioacchino Guida, Antonino Vilardi, Daniele Mascali, Salvatore Regina e Giuseppe Scarpulla.

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