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MARZO 1993

Rispunta l'ultima deposizione di Matteo Messina Denaro prima di sparire: "Sono un agricoltore"

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Matteo Messina Denaro

Qual è la sua professione? «Sono un agricoltore». Così risponde il boss Matteo Messina Denaro al presidente della corte che a Marsala lo interroga come teste il 18 marzo 1993. 'Quella è l’ultima uscita pubblica del latitante più ricercato d’Italia. Messina Denaro è un giovane di 31 anni ma è già nel grande giro criminale. Solo due mesi dopo sarebbe stato accusato di essere una delle menti delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993.

Il verbale della sua ultima deposizione da uomo libero è stato ripescato dall’associazione Rita Atria e dalla rivista Le siciliane e riproposto dal Tg1.

Quel giorno l’erede di Totò Riina mette piede in un’aula di giustizia dove si celebra un processo per un omicidio di mafia a Partanna, mandamento di Castelvetrano.

I fatti risalivano a otto anni prima e Matteo Messina Denaro ci tiene a sottolineare che ne sta parlando con lucidità perché "non ho una mente labile». Da quel momento il giovane padrino in carriera diventerà un fantasma.

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