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LA VICENDA

Muore all'ospedale di Pantelleria: risarcimento doppio ai parenti, condanna per il manager De Nicola

di
malasanità, Pantelleria, Fabrizio De Nicola, Trapani, Cronaca
Ospedale di Pantelleria

All’origine della vicenda c’è la morte di una paziente all’ospedale di Pantelleria. Ma da questo caso di malasanità in corsia, accertato da una sentenza, sono scaturiti una serie di incredibili errori anche negli uffici dell’Asp che hanno portato a un doppio pagamento dei risarcimento del danno ai parenti della vittima. E per questo motivo la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha condannato uno dei manager più importanti dell’attuale assetto della sanità pubblica: Fabrizio De Nicola, oggi al vertice del Garibaldi di Catania ma all’epoca dei fatti al timone della Asp trapanese.

Dovrà restituire, se la sentenza appena emessa e firmata dalla presidente Giuseppa Maneggio reggerà anche in appello, 129.722 euro all’Asp di Trapani. Mentre Michele De Maria, il dirigente che si occupò della pratica di risarcimento sbagliando il conteggio a favore della famiglia, dovrà restituire 207.556 euro.

I fatti. A seguito del decesso della paziente, avvenuto nel 1999 dopo un’Odissea in sala operatoria per un problema intestinale non diagnosticato correttamente, il Tribunale ha condannato la Asp al risarcimento dei danni. In primo grado la somma da risarcire ammontava a 482.303 euro. Somma che la Asp ha pagato prima che arrivasse la pronuncia della Corte d’Appello che ha elevato a 1.200.000 euro la quantificazione del risarcimento.

Ed è qui che è scattata un’altra sequenza di errori. Secondo la ricostruzione riportata nella sentenza della Corte dei Conti, la Asp ha pagato dopo la pronuncia di appello non la differenza fra 1,2 milioni e 482 mila euro anticipati bensì altri 1,2 milioni per intero.

Da qui il danno erariale a carico della Asp, contestato a De Nicola e Di Maria. De Nicola ha ottenuto una riduzione dell’importo che dovrà restituire, dimostrando che l’errore è stato commesso dagli uffici dell’Asp. Ma resta a suo carico la condanna e la possibilità di ricorrere in appello.

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