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IL PROCESSO

Mafia a Trapani, pugno duro contro i boss: chiesti fino 20 anni di carcere

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L'arresto di Pietro Virga

Richieste di condanne esemplari per i boss ai vertici della mafia di Trapani. Il processo si svolge in abbreviato e la richiesta presentata dai pm della Dda di Palermo riguarda tredici dei venticinque arrestati nel blitz Scrigno dei carabinieri, che il 5 marzo dello scorso anno smantellò le famiglie trapanesi che si riferivano al capoluogo. Tra questi i fratelli Francesco e Pietro Virga (eredi del boss Vincenzo, arrestato da latitante nel 2001) e Franco Orlando, già condannato per mafia e in passato portaborse del vicepresidente dell’Ars, Bartolo Pellegrino: per tutti e tre è stata chiesta la condanna a vent'anni ciascuno.

E’ la stessa operazione giudiziaria in cui fu arrestato l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, che ha scelto di essere processato con il rito ordinario (ieri era stata ulteriormente stralciata la sua posizione dal processo in cui sono imputati altre sei persone ndr). L’udienza si è svolta con le restrizioni previste per il contrasto alla diffusione del coronavirus e i pm (in aula i sostituti procuratori Claudio Camilleri, Gianluca De Leo e Francesca Dessì) hanno depositato una requisitoria in forma scritta chiedendo la condanna di tutti e undici gli imputati.

Oltre ai capi della famiglia di Trapani, a processo anche il capo della famiglia di Paceco, Carmelo Salerno per cui è stata chiesta la condanna a 18 anni di carcere. Per Michele Martines, imprenditore già condannato per mafia, invece sono stati chiesti 16 anni di reclusione, anche perchè durante le indagini che lo hanno condotto in carcere è stata accertata la violazione della misura di prevenzione personale a cui era sottoposto. Richiesti 14 anni per Francesco Russo, Mario Letizia e Jacob Stelica, che si era sottratto agli arresti il giorno del blitz e mesi dopo venne arrestato dai carabinieri in Romania. Chiesta la condanna anche per Pietro Cusenza (8 anni), che in seguito all’arresto decise di collaborare con i magistrati, raccontando che Ruggirello «aveva raggiunto un accordo di 50 mila euro» e che «almeno ventimila furono realmente pagati»: circostanze poi confermate dall’ex deputato. Infine i pm hanno chiesto la condanna a sei anni per i coniugi Ninni D’Aguanno e Ivana Inferrera (ex assessore del comune di Trapani) e per Michele Alcamo, oltre che due anni di carcere per Francesco Todaro, ex collaboratore di Ruggirello.

La sentenza è attesa per il prossimo 22 luglio, mentre il 22 maggio prossimo il gup Filippo Serio dovrà esprimersi sulla richiesta di patteggiamento presentata da altri tre imputati: Filippo Tosto, Maria Stella Cardella e Leonardo Russo.

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