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LE INTERCETTAZIONI

Lo Sciuto, nomine e clientele nell'inchiesta. Si vantava dei rapporti avuti con Messina Denaro

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"Quando eravamo ragazzini ci volevamo bene, poi lui ha fatto la sua strada". I due soggetti in questione sono l'ex deputato Giovanni Lo Sciuto e il superlatitante Matteo Messina Denaro. C'è anche questa intercettazione nel rapporto dei carabinieri del nucleo Investigativo di Trapani che ieri hanno arrestato 27 persone, tra cui l'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio finito ai domiciliari.

Della vicinanza tra i due si era già parlato nel 1998 quando, un esposto anonimo, lo indicava come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro. Le indagini compiute in quegli anni appurarono che era in società con la sorella e il cognato del superlatitante, non emerse null'altro di eclatante e la vicenda venne archiviata.

Lo Sciuto, parlando con l'amico massone, Nicola Clemenza , gli riferì anche che il superboss lo avrebbe messo in guardia: "Giova’ statti lontano, non è strada che spunta, io sono costretto". Si tratta di un altro passaggio delle intercettazioni e, ancora, Lo Sciuto faceva intendere che non sarebbe stato avvicinato da nessuno perchè sarebbe stato protetto.

E sempre dalle intercettazioni emerge come l'ex politico "vendesse" i posti di lavoro. "La politica senza posti di lavoro non ha dove andare", diceva riferendosi a Paolo Genco, dell'Anfe. Politica fatta di nomine, posti di lavoro e anche pensioni di invalidità non dovute. Un sistema gigantesco il cui "burattinaio" era Lo Sciuto.

Sempre da un'intercettazione con un suo fedelissimo, il deus ex machina riferisce una conversazione avuta con Francesco Cascio. "Sai quanti incarichi ci sono alla Regione? Me lo ha detto ieri Ciccio Cascio: 330 incarichi! Mi ha detto "Giovanni, se la prossima volta vinciamo... Io perché ho preso tutti questi voti? Perché li gestivo io. La prossima volta tu ti gestisci 30 nomine". Ecco perché prendeva chi 15.000 chi 20.000... in base alla potenza delle cose che gestivano!".

Parole inequivocabili che non lasciano dubbi agli inquirenti e che accendono sempre più i riflettori sulla politica e il malaffare.

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