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Paceco, condannati a risarcire quasi quattro milioni di euro

PACECO. Erano stati al centro di una maxi inchiesta sulle truffe per incassare contributi pubblici attraverso la presentazione di fatture false. Ora la cantina sociale "Rinascita" di Paceco, nelle persone dei commissari liquidatori, e Vito Marino, 49 anni, che ne era il rappresentante legale, sono stati riconosciuti responsabili del danno erariale causato alla Regione siciliana e condannati a restituire la somma di 3.776.500 euro, oltre alla rivalutazione monetaria dalla data in cui vennero incassate le rate del finanziamento e gli interessi legali. La sentenza (400/2015) è stata pronunciata dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti.

Vito Marino, figlio del presunto boss Girolamo ucciso nel 1985 da Matteo Messina Denaro, è accusato insieme al cugino Salvatore della strage avvenuta nell'agosto del 2006 a Brescia, quando vennero uccisi l'imprenditore Angelo Cottarelli, la moglie Marzenne Topar e il figlio Luca di 17 anni. Dalle indagini e dalle intercettazioni emerse il sospetto che i due cugini si fossero rivolti a Cottarelli affinché, attraverso la sua società, emettesse fatture false per "gonfiare" il giro d'affari di alcune cantine siciliane proprio per incassare illecitamente fondi dalla Regione e dall'Unione europea. U

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