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Il Riesame conferma il sequestro di beni all'ex vescovo di Trapani Miccichè

L’ex vescovo è indagato per appropriazione indebita e malversazione di fondi pubblici

TRIBUNALE. Il Tribunale del Riesame ha rigettato l’istanza di dissequestro dei beni, presentata dai legali dell’ex vescovo di Trapani indagato per appropriazione indebita e malversazione di fondi pubblici: quelli dell’8 per mille. Restituito soltanto un tabernacolo. I beni erano stati sequestrati, nei giorni scorsi, nella villa di Monreale di Francesco Miccichè, dai militari delle sezioni di Pg della Guardia di finanza e del Corpo forestale, coordinati dalla Procura trapanese, nell’ambito dell’inchiesta sulla Curia.

Tra i beni tolti all’ex vescovo una fontana in marmo, un’anfora greca di inestimabile valore, un pianoforte risalente al Settecento, oggetti in avorio e crocifissi su base lignea, con superficie intarsiata di coralli. Beni che, secondo alcuni dipendenti della Fondazione Auxilium, convocati negli uffici della Procura di Trapani, sarebbero stati trafugati da Villa Betania, a Valderice, dove si era trasferito il prelato, durante la sua permanenza nel capoluogo, fino alla sua rimozione decisa da papa Benedetto XVI.

 

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