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VIABILITA'

Strade colabrodo a Marsala, in 42 chiedono i danni

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Già dall’inizio del 2015 le richieste pervenute al Comune di risarcimento sono numerose e i dati sono destinati ad aumentare sensibilmente

MARSALA. Strade marsalesi ridotte ad un colabrodo dopo le piogge delle ultime settimane, dal 2015 sono già in 42 ad aver presentato richiesta di risarcimento danni al Comune, ma con ogni probabilità i numeri sono destinati a salire nei prossimi giorni, intanto dall’ufficio tecnico assicurano: “le riparazioni sono già iniziate e procedono speditamente”. A giudicare dalle segnalazioni giunte nei giorni scorsi – interessati da piogge pressoché incessanti – presso il comando della polizia municipale, ma anche presso altre forze dell’ordine e presso i vigili del fuoco, si può desumere che a breve questi numeri – già rilevanti – cresceranno esponenzialmente. Se si considera che nell’intero 2014, in totale sono stati in 209 ad avanzare richieste risarcitorie, i dati del 2015 non sono affatto confortanti.

A curare i rilievi fotografici delle zone “incriminate” è l’ispettore Nino Pellegrino. Quanto alle richieste, dal punto di vista economico, sono molto variabili: se si tratta di ruote squarciate o parafanghi spaccati posso sfiorare le mille euro, ma se la malcapitata vettura ha subito la rottura del motore o si è allagata per via di tombini “esplosi” sotto la furia delle acque reflue, la cifra può salire, in media, fino a 5mila euro. Tra tutti i danneggiati, circa il 30 percento sono pedoni. In caso di persone ferite, per definire il risarcimento è necessaria una perizia medico-legale. In tutti gli altri casi spesso succede che si preferisca una transazione tra le parti. In caso questo non sia possibile si svolgerà un processo innanzi al giudice di pace, poi il Consiglio comunale dovrà votare la delibera ed inserire la voce in questione tra i debiti fuori bilancio e l’ultima parola spetterà alla Corte dei Conti. Dal punto di vista dei tempi, dunque, è più conveniente trovare un accordo, ma non sempre questo è possibile.

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