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Tentata violenza, condannato sacerdote di Marsala

Don Vito Caradonna dovrà scontare due anni di reclusione, la pena è stata sospesa, e risarcire 25 mila euro alla vittima

MARSALA. La terza sezione penale della Corte di Appello di Palermo ha confermato la condanna a don Vito Caradonna accusato di tentata violenza sessuale. Nel febbraio del 2013, a conclusione del processo di primo grado, il Tribunale di Marsala aveva decretato una condanna a due anni di reclusione, con pena sospesa, e al risarcimento di 25mila euro nei confronti del 37enne Paolo Lo Cascio, ma i legali del sacerdote, gli avvocati Stefano Pellegrino e Rosa Tumbarello annunciano: “Aspettiamo di leggere le motivazioni per proporre ricorso per Cassazione contro una sentenza che riteniamo comunque ingiusta”.

Don Vito Caradonna nel 2012 era già stato trasferito a Santa Ninfa, ma dopo il verdetto pronunciato dal Tribunale di Marsala (presidente del collegio era Roberto Riggio con i giudici a latere Visco e Modica), fu “sospeso a divinis” dal vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero.

Si tratta, come si legge sul sito www.diocesimazara.eu/ di un “provvedimento che comporta l'esclusione di ogni atto legato all'ordine sacerdotale e, quindi, l'impossibilità di celebrare sacramenti e di impartire benedizioni. Non comporta, invece, la privazione dell'abito ecclesiastico e non esonera dagli obblighi connessi con lo stato di vita di “ministro ordinato”.

Con la sentenza di Appello (emessa dopo due udienze, in una delle quali il Procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna) si è concluso anche il secondo grado di giudizio a carico del sacerdote, ex parroco di contrada San Leonardo nonché cappellano del carcere di Marsala, che ha preso le mosse dalla denuncia di Paolo Lo Cascio, assistito dall’avvocato Gianfranco Zarzana. I fatti contestati al sacerdote risalgono al febbraio 2005.

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