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Terrorismo, più controlli nei «siti sensibili» del Trapanese

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I Vescovadi di Trapani e Mazara del Vallo, l’aeroporto «Vincenzo Florio» di Birgi, il porto di Trapani e la Fondazione e il centro di cultura «Ettore Majorana»

TRAPANI. I Vescovadi di Trapani e Mazara del Vallo, l’aeroporto «Vincenzo Florio» di Birgi, il porto di Trapani e la Fondazione e centro di cultura scientifica «Ettore Majorana» di Erice. Sono i siti sensibili, individuati dalla Prefettura di Trapani dopo gli attentati terroristici di Parigi. «E’ bene dirlo pubblicamente - ha affermato il prefetto, Leopoldo Falco, nel tradizionale incontro mensile con la stampa -: fino a poco tempo addietro c’era la tentenza a tranquillizzare la popolazione; oggi è opportuno e giusto informare». Naturalmente non è il caso di generare allarmismi. I siti individuati sono monitorati dalle forze di polizia, con metodiche non sempre visibili, osservabili dalla gente. «Domani (oggi per chi legge, ndr) ho un incontro con il vice capo della polizia - ha detto il prefetto - per mettere a punto un piano di potenziamento della videosorveglianza nel territorio». Facendo una considerazione personale, il prefetto ha affermato che «la lotta al terrorismo è principalmente culturale» e che strutture come il «Majorana» di Erice «sono luoghi fondamentali per il dialogo».

L’incontro è stata anche l’occasione per parlare di un tema da mesi caldo nel trapanese: il crescente fenomeno dell’immigrazione. Il prefetto ha assicurato che, «proprio in queste ore» è alla firma del ministro dell’Interno l’istituzione di una seconda commissione esaminatrice per il riconoscimento dello status di rifugiato. «Le due commissioni, che adesso si occuperanno soltanto della provincia di Trapani, - ha puntualizzato - saranno operative entro una decina di giorni. Contiamo, entro settembre prossimo, di smaltire tutto l’arretrato dello scorso anno: circa 2.800 istanze».

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