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IL CASO

Dopo l'incendio doloso Antonio Pizzo vuole ricostruire il suo ristorante di Selinunte

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CASTELVETRANO. "Non sono abituato a ricoprire il ruolo della vittima, questa volta è toccato a me e spero che non tocchi ad altri". Queste le parole di Antonio Pizzo, l'architetto, che nelle settimane scorse ha visto scomparire per via di un incendio doloso, il suo ristorante di Selinunte. I danni, ammontano a circa centomila euro. Venerdi pomeriggio, un aperitivo di solidarietà ad Antonio Pizzo, è stato organizzato da Libero Futuro Castelvetrano, da Libera e dal Cresm, per esprimergli vicinanza e sostegno. Tante le persone che si sono avvicinate per stringergli la mano e dargli parole di conforto.

"Non c'è dubbio - ha detto Antonio Pizzo - che sono determinato e voglio al più presto ricostruire il mio ristorante. Oggi, ho la straordinaria consapevolezza, più di ieri, di non essere solo, ma circondato da tanta gente che sento vicina e disponibile". Pizzo, ha voluto precisare che ancora non si sa chi possa essere stato. Dal commissariato di polizia, fanno sapere che non escludono nessuna pista e stanno indagando a trecentosessanta gradi. All'incontro, era presente anche Enrico Colaianni, presidente di Libero Futuro Palermo. " E' strana la mia situazione. Non c'è un elemento che possa portare ad indirizzare la mia attenzione verso qualcuno - continua Pizzo - ma la matrice, non c'è dubbio che è assolutamente mafiosa. Questo non significa che Matteo Messina Denaro, sia venuto con un cerino a bruciare il mio ristorante".

 

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