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Trapani, appalti e mafia: l'appello dei sindaci

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L'associazione chiede alle amministrazioni locali più controlli sulle imprese che si aggiudicano lavori per un importo inferiore a 150 mila euro

TRAPANI. Più controlli sulle imprese che si aggiudicano lavori per un importo inferiore a 150 mila euro, per scongiurare l’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici. Accade, infatti, che per eludere la normativa in materia di controllo, gli appalti vengono frazionati e i lavori suddivisi per abbassare la soglia dei 150 mila euro. A lanciare un appello ai sindaci è Rosario Ferrara, presidente dell’Ance Trapani (il sindacato degli imprenditori edili aderenti a Confindustria) che nella lettera inviata alle amministrazioni comunali cita la normativa «con la quale - sottolinea - il legislatore siciliano ha inteso regolamentare la realizzazione di opere civili anche per i privati che usufruiscono di forme di finanziamento pubblico di importo superiore a 150 mila euro».

«La norma - aggiunge - prevede che le imprese esecutrici di tali opere che beneficiano di forme di finanziamento pubblico per la loro realizzazione, dovranno essere in regola con le norme sulla qualificazione, con la certificazione antimafia ed in possesso della certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare per l’esecuzione di appalti pubblici». Ma - come si dice - fatta la legge si trova sempre l’inganno.

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