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L'anno nero del Trapani tra troppi errori e flop di mercato: e il futuro ora fa davvero paura

Fabrizio Salvatori

TRAPANI. «Futuro? Dopo la partita di Brescia non è il caso di parlarne, aspettiamo un po'. Io comunque a Trapani sono stato bene e già quando sono venuto sapevo che a Trapani si stava benissimo». Il direttore sportivo granata Fabrizio Salvatori, con queste parole sembra dichiarare la propria disponibilità a restare in granata.

Ma la ferita della retrocessione è ancora sanguinante per potere solo accennare ad una nuova programmazione. Le è stato versato pure il sale di un’inchiesta giudiziaria che coinvolge il principale sponsor e socio del Trapani, la Liberty Lines, l’azienda della famiglia del patron Vittorio Morace.

In Lega Pro vi sarà, comunque, da rifondare la squadra anche perché essa è stata ridisegnata, nel mercato di gennaio, per lo più con giocatori arrivati in prestito. Allo stesso direttore sportivo, peraltro, va dato il merito di avere saputo, nello stesso «mercato di riparazione» dare via alcuni giocatori che erano sotto contratto con il club granata e che non si erano rilevati all’altezza della serie B, loro malgrado protagonisti in negativo del disastroso avvio di stagione.

Ai nastri di partenza si era presentata una squadra sicuramente sopravvalutata, costruita male perché male assortita, con alcuni giocatori che, dopo avere accarezzato, nella stagione precedente, il sogno della serie A non erano convinti o contenti della loro permanenza in granata: «sirene» e «portafogli» di altre piazze calcistiche li avevano tentati a tal punto da confonderli. Scozzarella e Petkovic su tutti.

 

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