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Abusivismo edilizio, Legambiente: «Le coste massacrate dal cemento»

TRAPANI. Petrosino, Marsala, Campobello di Mazara e Triscina. Sono queste le località della provincia che Legambiente ha incluso nel suo dossier "Mare Monstrum 2013" dove ha trattato tutti i casi di abusivismo edilizio, soffermandosi sul "cemento illegale che massacra le coste siciliane", tanto che l'Isola svetta nella classifica nazionale con il 16,6% dei reati contestati. Triscina, la frazione marina di Castelvetrano, ha il record assoluto di cemento illegale sulla spiaggia. Sono oltre 5 mila, infatti, le case illegali, di cui circa mille insanabili, nonostante i tre condoni edilizi. A questa cifra da capogiro, si aggiungono, come sostiene Legambiente, le 300 abitazioni, per cui è stata rigettata la domanda di sanatoria, in quanto costruite entro i 150 metri dalla battigia. Ciò peraltro in un'area assai vicina al sito di Selinunte, uno dei parchi archeologici più estesi d'Europa. A Petrosino sono stati sequestrati, nel maggio 2012, 18 ettari di terreno destinati ad accogliere un complesso turistico a ridosso della spiaggia di Torrazza. Secondo la Procura di Marsala, la società "Roof Garden srl", cui era già stato sequestrato uno stabilimento balneare realizzato in cemento armato (non rimovibile come previsto dalla concessione rilasciata dal Comune) aveva progettato diversi interventi, apparentemente distinti, ma tutti ricadenti in un'area precisa, all'interno dell'area Sic e Zps, quindi, sottoposta a vincolo paesaggistico, nota come zona umida dei Margi. Gli inquirenti hanno verificato che ogni progetto costituiva, in realtà, una porzione di un mega complesso turistico ricreativo con alberghi e strutture ricettive presentate come opifici, una club house, un campo da golf e uno stabilimento balneare. Per tutelare l'area è operativo il comitato "la spiaggia di Torrazza è di tutti" e l'amministrazione pubblica, retta dal 2012 dal sindaco Gaspare Giacalone, si è attivata per trovare una strada che vincoli quei terreni e li renda inedificabili. A Marsala, sono 500 le case per cui è stato firmato l'ordine di demolizione. Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, una decina di villini in Contrada Spagnola sono stati abbattuti su ordine della Procura, ma da allora hanno preso il via le agitazioni, i dibattiti e le delazioni. A breve si procederà ad una nuova tranche di abbattimenti, come riporta il dossier, dato che è stato affidato l'appalto per demolire 12 immobili a completamento del primo lotto di 22. Il tutto mentre a Trapani la polizia municipale ha avviato l'iter per la consegna delle chiavi, da parte degli abitanti di quelle case che rientrano nei 150 metri dalla battigia.

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