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Marsala, rinasce l’antico borgo Gravano: presepe vivente con sessanta figuranti

Circa sessanta i personaggi in costume. In programma degustazioni di formaggi, vino locale, pane e olio
Trapani, Archivio

MARSALA. Ritorna a vivere il borgo ottocentesco di Gravano con un presepe vivente che si estenderà in un’area di novemila metri quadri: protagonisti i mestieri, le arti e le prelibatezze della civiltà contadina. Si tratta di un’iniziativa dell’associazione San Francesco di Paola Gravano che da sette anni dà vita ad un presepe vivente che, fino allo scorso anno è stato realizzato all’interno di un tunnel allestito per l’occasione, sotto una pineta, nella contrada che si trova nella periferia nord del marsalese e che fa parte della borgata Paolini.
Quest’anno - essendo la pineta di proprietà privata - non è più stato possibile ricreare lo spazio allo stesso modo, ma gli oltre cinquanta soci della «San Francesco di Paola Gravano» non hanno voluto rinunciare ad una manifestazione che oltre a celebrare la Natività, racconta la bellezza delle usanze legate alla tradizione contadina della Sicilia di fine ottocento. Ma, trovandosi senza location, i volontari dell’associazione presieduta da Giovanni Marino, hanno chiesto aiuto alla comunità dei residenti per portare avanti quello che ormai è un appuntamento che attira a Marsala fino a tremila persone. L'idea è stata quella di «risvegliare» l'antica Sicilia che ancora è sopita nelle case, nei magazzini, nei cortili che, in molti casi, sono disabitati da decenni.
«Tutti sono stati concordi ad aprire le case di nonne, zii e avi che ancora raccontano le usanze della nostra terra - raccontano i volontari - al fine di realizzare un grandissimo museo vivente: una sorta di macchina del tempo che catapulterà i visitatori in un'epoca lontana, ma tanto preziosa». In trentacinque le ambientazioni che, dal prossimo 26 dicembre, torneranno ad essere animate, immancabile, nel segno del recupero delle tradizioni, l’esposizione degli antichi mestieri capaci di coniugare arte artigiana a materie semplici, spesso provenienti dalla campagna. Così i visitatori potranno vendere gli anziani della zona costruire sgabelli dalle ferule essiccate e ceste dalla «disa», erba che cresce nelle nostre «sciare», campagne con rocce affioranti che si trovano solo nei dintorni di Marsala. Le nonne trasformeranno vecchi stracci in tappeti: «i cutre ri pezza».
Non solo le case accoglieranno i mestieranti, ma anche all'aperto ci saranno delle ambientazioni «Made in Sicily»: la senia dove l'acqua viene estratta dal pozzo con l'ausilio «du sceccu», e la lavandaia con i panni ammollo nella «pila». Il borgo tornerà a vivere e anche i suoi sapori: ci saranno degustazioni di formaggi, vino locale, pane e olio. Per la gioia dei più piccoli, diversi spazi saranno dedicati agli animali da cortile e alle pecore che saranno poste davanti alla grotta che accoglierà la Sacra Famiglia. Circa sessanta i personaggi in costume, il presepe sarà visitabile fino all'Epifania quando a Gravano arriveranno i Re Magi a cavallo con i doni per il Bambinello. All'evento parteciperanno anche alcune associazioni del territorio.

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