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Sbarchi a Pantelleria, per il Viminale ora è emergenza: nasce un ufficio per l'identificazione dei migranti

L'ex caserma Barone di Pantelleria che accoglie i migranti

Il ministero dell'Interno ha riconosciuto Pantelleria come "punto di crisi" e quindi procederà all'apertura di un ufficio distaccato per procedere all'identificazione e fotosegnalamento dei clandestini al loro arrivo (composto da personale dei vari uffici interessati dal fenomeno immigrazione, quindi: scientifica, Digos, squadra mobile). Così come accade già da tempo a Lampedusa. Ancora però non si conoscono i tempi.

L'intervento snellirà parecchio le attività in quanto non ci sarà più la variabile dei trasferimenti via mare e verrà valutata anche la possibilità di effettuare rimpatri a mezzo volo charter direttamente da Pantelleria. Non verrà comunque istituito un hotspot. In una nota "la segreteria provinciale di Italia Celere, si ritiene molto soddisfatta di questo primo passo compiuto dal ministero, come organizzazione sindacale lo chiediamo da più di un anno. Questo intervento andrà a migliorare le condizioni di lavoro del personale impegnato dal fenomeno migratorio”.

Poi continua. “Attualmente le persone giunte con il medesimo sbarco vengono trasferite da Pantelleria in maniera frammentata, così come la relativa documentazione di polizia e sanitaria, complicando l'esatta ricostruzione dei componenti lo sbarco. Se inoltre venisse verificata la fattibilità di effettuare i rimpatri a mezzo volo charter direttamente da Pantelleria, si raggiungerebbe il massimo risultato. Ci auguriamo solo che l'apertura dell'ufficio di polizia distaccato avvenga in tempi celeri e non venga ostacolato dall'attuale situazione di crisi politica”.

Fondi per la videosorveglianza

L'intervento del ministero dell’Interno non riguarda solo questa vicenda legata a Pantelleria. Ammontano a 30 milioni di euro infatti, le risorse reperite nell'ambito del Programma operativo complementare legalità 2014 - 2020 (Poc Legalità) per il finanziamento di progetti di realizzazione di impianti di videosorveglianza integrata da parte delle amministrazioni locali delle regioni Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia.

Il bando, cui potranno partecipare i comuni con una popolazione residente superiore a 20 mila abitanti e comuni con un numero di abitanti inferiore che siano stati sciolti per infiltrazioni mafiose, è stato predisposto dopo la consultazione delle Regioni e dell’Anci. Dall’iniziativa sono stati esclusi i comuni che abbiano già beneficiato di finanziamenti a valere sui medesimi programmi o sui fondi assegnati per la realizzazione di impianti di videosorveglianza.

I comuni in possesso dei requisiti per la partecipazione al bando sono complessivamente 219, dei quali 65 in Sicilia (tra questi Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Trapani ed Enna); 66 in Campania (tra cui Napoli, Avellino, Benevento e Caserta), 48 in Puglia (tra i quali Barletta, Andria e Trani, Brindisi e Taranto), 37 in Calabria (fra gli altri Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia), 3 in Basilicata (fra cui Potenza e Matera).

L'invio ai comuni interessati su informazioni e documentazione necessarie per la partecipazione al bando, sarà curato dalle prefetture. Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 20 ottobre.

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