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Quarant'anni fa la strage di Pizzolungo, commemorazione a Trapani

Carlo Palermo: «Stato è dietro questa strage e si nasconde»

A 40 anni dalla strage di mafia del 2 aprile 1985, a Trapani, dove morirono Barbara Asta e i suoi figli Giuseppe e Salvatore, stamattina al Parco della memoria di Pizzolungo (la contrada dove è avvenuta la strage) si è tenuta una cerimonia commemorativa. Alla presenza delle autorità civili e militari, di sindaci, cittadini e studenti provenienti da varie parti di Italia, è stata deposta una corona di fiori in ricordo delle vittime.

Tra gli altri sono intervenuti don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il prefetto Daniela Lupo, il giudice Carlo Palermo scampato alla strage.

«Ho la sensazione - ha detto Carlo Palermo prendendo la parola - che questa strage sia un fatto che non appartiene a Trapani, come se la mafia fosse arrivata qui solo perché io sono venuto qui, portandomi dietro qualcosa che non era di Trapani».

«Ho scoperto che c'era la massoneria dietro. Lo Stato è presente dietro questa strage - ha continuato - Risulta da carte, documenti, sarà difficile accertarlo perché sono fatti vecchi. Matrici che continuano a essere protette oggi, queste partecipazioni delle Stato sono testimoniate da obliterazione e cancellazioni. Nel 2021 le autorità che hanno compiuto le desecretazioni continuano a nascondere alla magistratura e a tutti le responsabilità che proseguono fino ad oggi».

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