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EX CALCESTRUZZI SELINUNTE

Dopo il rogo, nuovamente occupato il campo migranti di Castelvetrano

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Invaso anche un altro terreno, poco vicino ma in territorio di Campobello di Mazara, che dovrebbe ospitare le tende della Croce Rossa
migranti, Trapani, Cronaca
I migranti sono tornati nel campo bruciato

A qualche giorno dal rogo che ha distrutto l’intero campo allestito da lavoratori extracomunitari e provocato la morte di un giovane di origini subsahariana, i migranti sono tornati a occupare l’ex «Calcestruzzi Selinunte» di Castelvetrano.

Da ieri mattina hanno iniziato a spostare cenere e detriti, ricostruendo - con legno, plastica e cartone - le baracche per potervi dormire. L'attività è dismessa da tempo. I migranti, anni addietro, hanno rotto i lucchetti e sono entrati nella struttura. Il proprietario ha più volte presentato denunce alle forze dell’ordine per occupazione di proprietà privata. Ora, dopo il rogo di mercoledì notte, e le proteste proprio davanti al campo, i migranti sono tornati all’interno dell’ex Calcestruzzi, nonostante ci siano ancora i rifiuti, segno della devastazione del fuoco.

Un altro gruppo di migranti sfollati ha invece occupato, sempre abusivamente, l’ex oleificio «Fontane d’oro» di via Rosario, a Campobello di Mazara, a poche centinaia di metri dal campo andato a fuoco. Sono un centinaio quelli che già due giorni addietro si sono introdotti nell’ex oleificio confiscato alla mafia e ora trasferito al patrimonio del Comune di Campobello di Mazara. Secondo quanto deciso dal tavolo tecnico permanente convocato in Prefettura a Trapani, negli spazi esterni dell’ex oleificio la Croce Rossa Italiana dovrebbe montare tre tende pneumatiche e una tendostruttura per ospitare circa 250 migranti. Ma ora l’oleificio è occupato dalle tende da campeggio che i migranti hanno installato abusivamente.

Il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, ha inviato una lettera al prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza, paventando il rischio che nell’ex oleificio si possa creare un secondo campo fuori controllo. «Chi si trova ora dentro gli spazi dell’ex oleificio ha dichiarato di non gradire la presenza della Cri – ha scritto il sindaco al prefetto – e poi ci sono varie associazioni di volontariato (si fa riferimento a Fuori Mercato, Contadinazioni, Rosa Balistreri e Reagire) che, di fatto, stanno cercando, in maniera del tutto autonoma, di gestire in proprio il campo di accoglienza, senza nessun atto di assenso da parte del Tavolo tecnico permanente della Prefettura». Intanto ieri i volontari della provincia di Trapani di «Libera», guidati dal coordinatore provinciale Salvatore Inguì, hanno distribuito ai migranti 200 sacchi pieni di indumenti e anche beni alimentari.

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