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L'INCHIESTA

Corruzione a Favignana, chiuse le indagini per i 26 coinvolti: c'è anche l'ex sindaco Pagoto

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Notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari dell’operazione Aegades, che nel luglio scorso portò ai domiciliari l’ex sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, l’allora Comandante della locale Polizia Municipale, Filippo Oliveri, l’ex vice Sindaco Vincenzo Bevilacqua e una dipendente della compagnia di navigazione Marnavi. Si tratta dell’atto, propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio.

La Procura di Trapani ha fatto notificare il provvedimento a 26 persone. Giuseppe Pagoto; Vincenzo Bevilacqua; Antonia Vittozzi;Domenico Ievoli; Giovanni Febbraio; Giovanni Sammartano; Gaetano Surano; Filippo Oliveri;Francesco Martorana; Angelo Ribaudo; Stefano Donati; Emiliano Vitiello; Alessandro Agate; Giuseppe Alcamo; Pasquale Baiata;Francesco Campo; Libero Giuseppe Carbone; Gaspare Ernandez;Giuseppe Giacalone; Francesco Lombardo; Giuseppe Noto; Giovanna Sercia; Nicolò Ponzè; Stefania Ponzè; Salvatore Campagna; Marnavi Spa. L’inchiesta della Tenenza di Favignana, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Rossana Penna e Matteo Delpini, portò all’emissione di undici provvedimenti cautelari.

Il gip di Trapani, giudice Emanuele Cersosimo, dispose 11 misure cautelari personali di cui otto coercitive della libertà personale e 3 interdittive dell’esercizio di un pubblico ufficio. Gli indagati sono accusati a vario titolo dei reati di: corruzione, peculato, falso ideologico in atti pubblici, frode in pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Alla società marittima con sede a Napoli, è stato contestato un illecito amministrativo “per aver adottato modelli di organizzazione e gestione illecita per l’esecuzione del contratto di pubblica fornitura di acqua potabile delle Isole Egadi con nave cisterna, appaltato dalla Regione Sicilia alla Marnavi con le isole minori; questo tramite i suoi dirigenti Domenico Ievoli e Antonia Vitozzi, fra i destinatari del provvedimento.

Tra gli aspetti emersi quelli che venivano falsati dal Comune delle Egadi i dati sulle necessità di approvvigionamento idrico delle isole, così da far effettuare alla Marnavi forniture non necessarie. In questo modo - secondo la Procura - Marnavi avrebbe ottenuto introiti non dovuti per oltre 1 milione e mezzo di euro tra il 2013 e il 2018. Truccati anche gli accertamenti sulla salubrità dell’acqua. Contro il direttore dell’Amp Donati, le accuse di avere stretto un patto col sindaco, favorito nella scelta di coop incaricate della gestione dei servizi dell’a re a marina, ricambiato con benefici economici per svariate migliaia di euro, non spettanti secondo il contratto di lavoro.

Poi c’è anche la vicenda dell’ex sindaco delle Egadi, Gaspare Ernandez, per avere ottenuto con minacce rivolte al sindaco Pagoto, l’elezione della figlia, Kim Ernandez, a presidente della commissione consiliare di controllo sull’area marina protetta.

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