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Sportello anti-violenza, "boom" di denunce da donne e figli maltrattati

Aurora Ranno ha presentato presso il tribunale la neo-associazione «Co.tu.le.vi.», contro tutte le violenze
Trapani, Archivio

TRAPANI. Una denuncia a settimana. Lo sportello anti-violenza, nel corso degli ultimi due mesi, è sempre più un punto un’ancora di salvezza per le donne ed i figli maltrattati. Si tratta di numeri che evidenziano non tanto l’incremento della violenza di genere, bensì della presa di coscienza delle vittime le quali, adesso, ritengono che sia arrivato il momento di dire basta. E nell’ottica della giornata internazionale sulla violenza di genere, lo sportello anti-violenza ha costituito l’associazione «Co.Tu.Le.Vi.» (contro tutte le violenze), presieduta da Aurora Ranno la quale ieri ha aperto l’appuntamento nell’aula bunker del Tribunale, grazie alla collaborazione del presidente Roberto De Simone.

«Il termine violenza contrasta con la società civile — ha spiegato — ed i quotidiani riportano spesso casi di violenza contro le donne. Per questo ho voluto che nell’ambito del Tribunale vi fosse uno sportello anti-violenza. Dopodiché la nascita dell’associazione rappresenta un passo avanti che ci permetterà di dire ai giovani, la generazione di domani, non più violenza».

All’incontro ha partecipato anche il Prefetto Marilisa Magno per la quale «il fenomeno della violenza di genere è difficile da debellare, in quanto spesso non viene alla luce. Dall’inizio dell’anno sono circa 100 i casi verificatisi e quasi sempre all’interno della cerchia familiare. Ritengo, però, che manifestazioni di questo tipo possano contribuire al cambiamento».

«La violenza privata prima era opacizzata — sottolinea Aurora Ranno —, messa quasi in conto nel matrimonio. Oggi, fortunatamente, le cose stanno cambiando come si evince dai numeri. Abbiamo voluto costituire l’associazione Cotulevi (cui sono iscritti come soci onorari anche il presidente del Tribunale De Simone, i sindaci dei due Comuni del territorio, l’arcivescovo Plotti e l’onorevole Fazio) anche per coprire un vuoto relativo alla nascita dello sportello anti-violenza, nel 2009. Non eravamo in possesso del codice fiscale e non potevamo ricevere i contributi di coloro che vogliono affrontare questo problema insieme a noi».

«La violenza nasce laddove c'è qualcuno che si sente più forte nei confronti dei più deboli — ha sottolineato l’arcivescovo Plotti —. Per la violenza sulle donne, inoltre, c'è anche una mentalità maschilista imperante. In ogni caso è un fatto culturale e per sconfiggerla bisogna cominciare dalle scuole, dagli ambienti educativi e spingere le nuove generazioni al rispetto, al dialogo ed alla tolleranza. Sono questi gli antidoti per combattere la violenza che non si combatte, invece, con altra violenza o facendo pene sempre più dure». Ed il tema della cultura come strumento per combattere la violenza, infine, è stato anche trattato dai sindaci Vito Damiano e Giacomo Tranchida.

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