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Alcamo, dopo i roghi è allarme frane

Monte Bonifato. Prima conta dei danni: un'abitazione parzialmente distrutta, compromesse anche le linee elettriche e di comunicazione

ALCAMO. "Un'abitazione ha subìto ingenti danni. Di minore entità l'effetto distruttivo delle fiamme su un gazebo e su qualche deposito in legno", oltre a essere state lambite altre case e danneggiati anche impianti elettrici e di videosorveglianza, nonché alcuni ponti radiotelevisivi. Il bilancio, riferito ieri sera dal sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre, riguarda le conseguenze dei gravi incendi che sabato scorso, secondo una prima stima, hanno divorato almeno un quinto della vegetazione della Riserva naturale Bosco d'Alcamo (Riserva che complessivamente ricopre circa duecento ettari), precisamente sul versante est e parte di quello nord del Monte Bonifato, e costretto ad evacuare abitazioni in contrada Tre Noci e sul versante nord.
Adesso il pericolo maggiore è rappresentato dal dissesto idrogeologico. Soprattutto sul versante est. Intanto, gli inquirenti si stanno servendo delle testimonianze di chi ha notato gli incendiari agire con sincronia in punti diversi tentando anche di distruggere, sabato intorno alle 19, una postazione in legno utilizzata dalla Lipu per le attività di birdwatching all'interno della Riserva, proprio nel Parco Avventura che la Provincia aveva previsto di inaugurare domenica mattina. E' anche su quest'indizio che gli inquirenti stanno lavorando, alla ricerca dei criminali responsabili di quanto è avvenuto.
"Questo fatto - ha detto ieri mattina l'assessore comunale alcamese Massimo Fundarò - ci induce a ipotizzare che il movente dell'attentato alla montagna fosse proprio l'inaugurazione del Parco Avventura, in un momento in cui occorre invece indirizzare le risorse pubbliche per priorità ben diverse". Non va trascurato il fatto che gran parte dei forestali sia senza stipendio e che non sia stata effettuata la manutenzione delle aree boschive. Jo Margagliotti, operaio forestale, dichiara: "Devono essere presi i colpevoli, non è possibile che un piromane che viene fermato dalle forze dell'ordine, dopo due-tre giorni venga rilasciato. Nel Castellammarese è tuttora sotto controllo un maniaco del fuoco. Non è possibile che questi individui siano liberi di agire. Quest'anno, per mancanza di fondi regionali, i lavori di manutenzione per la prevenzione antincendio sono iniziati con più di un mese di ritardo. Siccome i viali parafuoco vanno fatti in determinati periodi dell'anno - prosegue Margagliotti -, ecco il motivo per cui sono divampati in Sicilia tutti questi incendi. La responsabilità è della politica".
"Chiediamo maggiore tutela per i lavoratori forestali - evidenziano i segretari provinciali di Uila Uil, Fai Cisl e Flai Cgil, rispettivamente Tommaso Macaddino, Massimo Santoro e Giacometta Giacalone -. Il Governo regionale stabilisca la prosecuzione del rapporto di lavoro dei 151isti e 101isti in forza, affinché effettuino rispettivamente 180 e 151 giornate, nonché l'immediata richiesta di avviamento dei lavoratori con fascia di garanzia di 78 giorni, i quali dovranno entro il 31 dicembre arrivare al traguardo delle 101 giornate".
Il sindaco Bonventre respinge ogni accusa rivolta al Comune: "Non accetto lo sciacallaggio politico - tuona infatti -. Anzi, chiedo che la gestione della Riserva Bosco d'Alcamo torni a essere di competenza dell'amministrazione comunale. Già avevamo accertato quest'estate ben 108 violazioni dell'ordinanza di pulizia dei terreni privati. Intanto - prosegue il sindaco - si è formato un comitato di cittadini per salvare Monte Bonifato e fare in modo che mai più si ripeta ciò che è avvenuto".

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