L'INCHIESTA

Dissequestrata parte dei beni di Morace: libere anche le quote del Trapani Calcio

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Vittorio Morace

PALERMO. E’ stata dissequestrata una parte dei beni di Vittorio Morace, colpiti da un provvedimento del tribunale dello scorso 15 febbraio. In particolare la quota di partecipazione nel Trapani Calcio srl pari al 50% del capitale sociale e le azioni della Liberty Lines spa. Il sequestro è stato limitato al 75% del capitale sociale. Tra i beni dissequestrati ci sono anche un’autovettura e un terreno agricolo in provincia di Napoli.

La decisione è stata presa dall’autorità giudiziaria a seguito della quantificazione del valore dei beni sequestrati a Morace. I carabinieri avevano effettuato un sequestro di beni per non oltrepassare la somma di euro 10.108.444,65 ritenuto valore complessivo dell’ingiusto profitto percepito da Vittorio Morace.

A conclusione degli accertamenti bancari, infatti, i carabinieri hanno proceduto al sequestro di ulteriori liquidità, pari ad oltre due milioni e 400 mila euro rinvenuti sui conti correnti bancari riconducibili a Vittorio Morace. Raggiunta quota 10.108.444,65 di euro, gli inquirenti hanno proceduto al dissequestro.

Lo scorso 21 febbraio la procura di Palermo dopo il sequestro dei beni all’armatore, aveva nominato un amministratore giudiziario. L’incarico era stato conferito all’avvocato Marco Montalbano del foro di Palermo.

I sigilli erano scattati in seguito alle legate all'operazione “Mare Monstrum” del 19 maggio dell'anno scorso. Indagini che avevano fatto emergere il presunto "patto corruttivo" stretto da Morace, all'epoca dei fatti presidente pro tempore della società di navigazione Ustica Lines spa con Salvatrice Severino, dirigente pro tempore dell'assessorato ai Trasporti della Regione siciliana.

L'accordo avrebbe portato la dirigente a predisporre e confezionare bandi di gara relativi all'affidamento quinquennale del servizio di collegamento marittimo con mezzi veloci tra la Sicilia e le isole minori, secondo "modalità collimanti" con gli interessi della compagnia di navigazione.

Il tribunale di Palermo aveva emesso così il provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili, mobili registrati e immobili, nonché delle quote azionarie e dei rapporti bancari riconducibili all'imprenditore.

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