IL CASO

A rischio l’assegnazione di un bene confiscato a Erice

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ERICE. Dopo 4 anni un gruppo di dipendenti ex Gruppo 6 GDO Despar – che ha costituito la CDR GROUP Società Cooperativa, potrebbe ritrovarsi con un pugno di mosche in mano a causa di una burocrazia farraginosa. Eppure solo qualche mese fa Ennio Mario Sodano, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, parlando delle procedure di assegnazione dei beni confiscati in Sicilia ribadiva che «Enti e Comuni disinformati o in malafede, procedure farraginose, lentezza della burocrazia, possono nuocere al sistema e minano il valore “pedagogico-educativo” che la corretta e celere destinazione di un bene sottratto alla criminalità organizzata rappresenta per la collettività».

E in questa storia manca giusto la “corretta e celere destinazione del bene sottratto alla mafia” a chi ha vinto un bando di gara. I protagonisti sono dipendenti ex Gruppo 6 GDO Despar – che hanno costituito la CDR GROUP Società Cooperativa-, mentre il Bene che con regolare bando è stato assegnato è quello di via San Francesco Di Paola, nel Comune di Erice.

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