Le prime immagini del rostro emerso dal mare delle Egadi dopo duemila anni

PALERMO. Un 'unicum' che segnerà una svolta per la ricostruzione della storia della carpenteria navale delle navi da guerra.

Così è stato definito l’ultimo rostro in bronzo della battaglia delle Egadi, recuperato di recente nei fondali a nord-ovest di Levanzo, grazie ad una collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della Regione siciliana e la RPM Nautical Foundation statunitense con sede in Florida e Malta.

Il reperto identificato dagli addetti ai lavori con il numero nove, tra i dodici rostri che erano stati individuati, era rimasto per ultimo a 100 metri di profondità.

La scoperta è stata presentata, oggi, a Palermo.

«Una operazione delicata - ha esordito l’archeologo e soprintendente del Mare Sebastiano Tusa - che avevamo lasciato da parte perchè il rostro si trovava a 100 metri di profondità ed era infisso nella sabbia lasciando vedere solo la parte retrostante. Per gli scavi è' stato utilizzato uno strumento chiamato Rov dotato di bracci e pompe. Nella fase iniziale si è scavato intorno e poi il reperto è stato imbracato con una fascia e tirato sulla nave».

Rispetto ai precedenti ritrovamenti della Soprintendenza del Mare questo rostro trovato nelle acque di Levanzo presenta delle novità.

«Si tratta di un rostro - ha spiegato Tusa - che contiene all’interno una parte della prua di una nave, probabilmente una triremi. Si scorgono anche la chiglia, il dritto di prua, le cinte laterali e la trave di speronamento centrale. Si presume che la chiglia e la trave di speronamento siano di quercia mentre le altre parti potrebbero essere di abete. Questi elementi lignei che convergono dentro il rostro ci permetteranno di ricostruire un altro pezzo importante di storia navale. A breve si procederà con dei raggi x e una tomografia, una tac che ci permetterà di avere una visione tridimensionale della struttura lignea».

«Terminato il restaurato - ha concluso Tusa - si penserà ad una sede finale che quasi sicuramente sarà Favignana. Anche questo rostro, infine, andrà in giro per il mondo come sta accadendo per altri ritrovamenti in trasferta tra Danimarca, Germania e persino Australia. Sono numerose le richieste che ci giungono».

immagini di Piero Longo

© Riproduzione riservata

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