Un matrimonio tra arte e ambiente, a Favignana appuntamento con "Plastic"

di

FAVIGNANA. Se è vero, come affermava Fabrizio De André, che "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori" allora è anche vero che dalla plastica può nascere una splendida forma di arte.

Ed é magari a questo che pensava Pablo Dilet, pseudonimo che il giornalista siciliano Dario La Rosa ha scelto per firmare le sue opere, mentre lavorava alle sue installazioni. Un nome, Pablo, che rimanda immediatamente alla musica e alla storia dell'arte. Basti pensare a Pablo Picasso o al Pablo cantato da Francesco De Gregori. E poi Dilet, che significa diletto ma anche divertimento, lo stesso che lui impiega nella sua arte.

Un'arte che cerca di puntare i riflettori su tematiche importanti, ambientali e sociali, che pochi oggi hanno voglia di vedere e di ascoltare, di leggere. Ma lui lo fa, in modo semplice e diverso, con un piglio di genialità che lo contraddistinguono. Ed è proprio così che nascono opere come 'Thank you' che suoi mattoncini rossi Lego ricorda a tutti noi quanto sia semplice ma allo stesso tempo fondamentale, ringraziare il prossimo. E poi c'é stata la volta di 'Pane' a Salemi,  'Welcome' la scritta di benvenuto con il filo spinato, 'Love' e l'emozionante 'Welcome Carpet' esposto in piazza Bellini lo scorso maggio. Adesso  il turno di 'Plastic'. Il prossimo 15 Luglio, a Favignana verranno esposte sette lettere. Sette gabbie che una dopo l'altra comporranno la parola "plastic".

Ma di cosa si tratta? L'artista stavolta ha deciso di raccontare il mare, le sue storie e di quanto, a volte, l'uomo possa essere crudele con esso, seppur con gesti apparentemente non così imprudenti come buttare un pezzo di plastica nelle acque marine.

Sono state raccolte, infatti, con l'ausilio di bambini (cento per l'esattezza), chili e chili di plastica dalle spiagge siciliane. Tutta plastica dannosa, sopratutto, per la fauna marina. Il lampante esempio si chiama Cassiopea, ed é una tartaruga salvata proprio nei giorni in cui si lavorava alla raccolta della plastica. A quanto pare l'esemplare di Caretta Caretta, aveva proprio ingerito un tappo di plastica che le impediva di nuotare e che l'avrebbe portata a una morte certa. Una volta curata, Cassiopea, non solo é stata rimessa in libertá ma é anche diventata il simbolo di PLASTIC, e il tappo che l impediva di nuotare, é stato volutamente inserito all'interno della lettera 'S' che come racconta Pablo Dilet, é la 'S' di Speranza, la stessa che ha portato alla libertá e alla vita di nuovo la piccola tartaruga.

Le lettere metalliche, costruite dall'artista, sono delle vere e proprie gabbie riempite, poi, dalla plastica raccolta dalle coste. Un modo simbolico per ingabbiare, cosi', tutte le forme di inquinamento marino. Un messaggio chiaro e forte attraverso cui Pablo Dilet vorrebbe sensibilizzare l'opinione pubblica.

Plastic, promosso da area marina protetta Isole Egadi, dopo l'esposizione sull'isola di Favignana, continuerà il suo tour espositivo nel resto delle isole Egadi: Il 13 Agosto sarà a Marettimo e il 20 Agosto, per concludere a Levanzo.

© Riproduzione riservata

TAG:

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X