PER MAFIA

Castelvetrano, la città si interroga sul futuro dopo lo scioglimento del consiglio

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CASTELVETRANO. Non ci sono più le luci accese nei comitati elettorali a Castelvetrano. Si sono spente da qualche ora, come si è spenta la speranza di tanti che sognavano di conquistare uno scranno in consiglio comunale. La città si è svegliata ieri mattina diversa, con il Comune sciolto per mafia e una pagina nera scritta nella storia amministrativa della città.

Il primo scioglimento in tutto il trascorso del Comune che nel ’92 venne sfiorato dall’inchiesta antimafia «Palma» che portò, tra gli altri, in carcere il consigliere comunale Tonino Vaccarino. Quell’inchiesta avrebbe potuto anche paventare lo scioglimento del consiglio comunale. Il sindaco di allora, Gianni Pompeo, si dimise e con lui la maggioranza dei consiglieri, ponendo fine l’Amministrazione.

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